Sciopero Almaviva, lavoratori in corteo a Napoli: “Siamo patrimonio della città, serve intervento forte”

Slc Cgil: “Non saranno operazioni di abbassamento del costo del lavoro o fantasiose forme di compartecipazione dei lavoratori all’azienda, oltre ad incentivazioni all’esodo e a percorsi formativi proposti da Almaviva, che metteranno in sicurezza l’azienda e i suoi lavoratori”

Corteo dei lavoratori Almaviva a Napoli, in concomitanza con lo sciopero nazionale. I manifestanti, partiti in via Brin, sono arrivati sotto la prefettura, dove una delegazione ha chiesto al prefetto Pantalone “un intervento forte che segnali al tavolo ministeriale – affermano i sindacati confederali – come lavoratori e lavoratrici di Almaviva sono patrimonio indissolubile di questa città”. Alla manifestazione anche i dipendenti Gepin e degli appalti postali.
Lavoratori e sindacati chiedono all’azienda di ritirare le procedure di chiusura sedi di Roma e Napoli che comporta il licenziamento di 2.511 addetti. “Non saranno operazioni di abbassamento del costo del lavoro o fantasiose forme di compartecipazione dei lavoratori all’azienda, oltre ad incentivazioni all’esodo e a percorsi formativi proposti da Almaviva, che metteranno in sicurezza l’azienda e i suoi lavoratori”, afferma in una nota la segreteria nazionale Slc Cgil. L’azienda “deve saper affrontare il momento di crisi con un cambio di approccio organizzativo, con la fine del ricorso dei committenti ad una contrazione folle dei costi. Non è abbassare il costo del lavoro, in controtendenza rispetto alle iniziative legislative proposte dal Mise, che risolve il problema”.

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