Pendolari campani, la grande fuga dal trasporto pubblico

Il rapporto Pendolaria di Legambiente: -33,9%, tra 2011 e 2018, nell’andamento dei passeggeri giornalieri su ferrovie locali e regionali. Sotto accusa i treni sempre vecchi, il taglio dei servizi (-8%) e il boom tariffario (+48%). Circumvesuviana ancora un incubo

In Campania è diaspora dei pendolari dal trasporto pubblico. Il rituale atto d’accusa è il rapporto Pendolaria di Legambiente: segna un -33,9%, tra 2011 e 2018, l’andamento dei passeggeri giornalieri su ferrovie locali e regionali. Soltanto l’Abruzzo fa peggio (-39,9). “Per i circa 308.484 mila pendolari campani che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare o a studiare – afferma Legambiente Campania – la condizione del trasporto pubblico è sempre più insostenibile. Dal 2011 ad oggi il calo dei pendolari è stato vertiginoso, passando dai 467.000 utenti a 308.484: in pratica un crollo del 34%. In termini pratici sono oltre 158mila i pendolari che hanno abbandonato il trasporto pubblico (buona parte riguarda la Circumvesuviana, a causa di tagli e del degrado del servizio) per i mezzi privati, che significa una stima prudente di oltre 79mila automobili che in sette anni sono ritornate a circolare sulle nostre strade, con più ingorghi e più smog». Ad attenuare il quadro nero, l’indagine sottolinea che “almeno negli ultimi anni il trend è in risalita”. Il recupero è “trainato dalle linee gestite da Trenitalia, dove sono stati inseriti maggiori servizi e nuovi treni, mentre per le linee Eav i dati continuano ad essere negativi”.

 

I MOTIVI DEL FLOP. La fuga dei pendolari non è un caso: dal 2010 ad oggi i tagli complessivi al servizio ammontano all’8%, ma le tariffe osservano un aumento del 48%. “La Regione Campania – sostiene l’associazione ambientalista – investe ancora troppo poco per potenziare il servizio e comprare treni: la spesa nel 2017 per i pendolari è di 121,76 milioni di euro tra servizi e materiale rotabile, pari ad un totale dello 0,69% del bilancio regionale. Una spesa del tutto inadeguata perché ancora non sufficiente ad eliminare i gravi problemi che affliggono molte delle linee pendolari”. Tra i nodi permane l’età media dei treni, che continua a crescere “nonostante segnali di investimento e dei primi inserimenti di nuovi convogli nel corso degli ultimi mesi”. In Campania sono 370 i treni in circolazione sulla rete regionale, la cui età media è di 19,8 anni, con il 65,6% dei convogli in servizio da oltre 15 anni. Soltanto Puglia e Basilicata (20,1 anni) riescono ad avere treni più vecchi. “In Campania – dice Pendolaria – nel corso del biennio 2011-2012 si è assistito ad una diminuzione dei servizi drammatica, in parte arginata negli ultimi due anni ma che richiede urgentemente un rinnovo del materiale rotabile ed un aumento delle frequenze delle corse”.

 

DOVE SONO I DISAGI. Le maggiori lamentele riguardano l’età e l’affollamento dei treni, ma anche disagi
derivanti dalla mancanza di coincidenze sulle direttrici Salerno-Cava dé Tirreni-Napoli e Caserta-Aversa-
Napoli, due delle tratte più utilizzate della Regione. In tali casi, pendolari chiedono un maggiore cadenzamento dei treni. “Recentemente invece – rammenta Legambiente – è scattato l’allarme per il possibile taglio del 50% dei collegamenti tra Napoli e Benevento”.

 

LA CIRCUMVESUVIANA. Pendolaria ricorda che ulteriori investimenti mirati a rinnovare la flotta delle linee ex Circumvesuviana, ed a riportare il livello del servizio a frequenze “degne di queste fondamentali linee suburbane”, dovrebbero portare all’acquisto di treni per ampliare la flotta.
“L’intervento è cruciale soprattutto – si legge –  per i pendolari che che hanno visto nel corso degli ultimi 10 anni un peggioramento costante con aumento delle soppressioni e dei ritardi oltre i 15 minuti. Questa ferrovia collega l’intera area metropolitana a sud-est del capoluogo e si estende per circa 142 km (distribuiti su 6 linee e 96 stazioni) che si sviluppano intorno al Vesuvio, sia lungo la direttrice costiera verso Sorrento, sia sul versante interno alle pendici del Monte Somma, fino a raggiungere Nola, Baiano e l’Agro nocerino-sarnese. Al tempo stesso sono continui i forti disagi per pendolari e turisti con treni stracolmi, a cui si aggiungono i guasti al materiale rotabile”.

 

CUMANA/CIRCUMFLEGREA. Il rapporto esamina la tratta Quarto-Pianura/Pisani e bretella di collegamento Cumana/Circumflegrea. “I lavori per questa importante opera – si rileva – sono in estremo ritardo. Il 31 Maggio 2017 sono stati riaperti i cantieri, dopo 5 anni di stop, inerenti il raddoppio della linea nella tratta compresa tra le stazioni di Pisani e di Quarto rientranti nell’ambito dell’ammodernamento e potenziamento della ferrovia Circumflegrea. L’opera include 3 km di raddoppio ed il completamento del viadotto di Quarto, la realizzazione di due contigui ponti in corrispondenza del centro storico dell’abitato di Quarto ed il completamento delle opere civili della sede ferroviaria con opere di sostegno e di regimentazione delle acque meteoriche. L’importanza di questo intervento risiede nella capacità della linea che vedrà la frequenza dei treni dagli attuali 20 minuti passare a 10 minuti”.

Anche in questo caso “si sono registrati disagi gravissimi per i 42.000 pendolari che quotidianamente usufruiscono delle linee Circumflegrea e Cumana. In particolare è la Circumflegrea ad assistere ad un degrado senza precedenti. La linea, che collega il quartiere di Napoli Montesanto con Torregaveta, lungo un percorso interno di 27 km, attraversa altri quartieri di Napoli ed i Comuni di Pozzuoli e Quarto”. I disagi riscontrati dai pendolari “riguardano la mancanza di un numero sufficiente di treni ed i continui problemi tecnici che riscontrano quelli in circolazione. Le conseguenze sono inevitabilmente il sovraffollamento ed i ritardi e purtroppo anche la scelta da parte di molti utenti di utilizzare la macchina per i propri spostamenti”.

 

LINEA 6 METROPOLITANA DI NAPOLI. Legambiente reputa “di vitale importanza per lo sviluppo della rete di mobilità cittadina” il prolungamento della linea 6 della metropolitana di Napoli, al momento chiusa proprio in previsione dei lavori. “Anche questa opera – recita il rapporto – affronta gravi ritardi nella realizzazione. La tratta in costruzione prevede il prolungamento verso il centro cittadino, da Mergellina a Municipio, con 3 stazioni intermedie. La nuova tratta in questo modo permetterà un rapido collegamento con il centro cittadino e l’interscambio con la linea 1”. Il prolungamento della linea 6 ha subito negli anni notevoli ritardi. Nel 2019 dovrebbe essere pronto il collegamento tra Fuorigrotta e piazza San Pasquale, mentre l’arrivo a Piazza Municipio avverrà non prima del 2021.

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