Dibattito sui diritti e la protezione dei lavoratori
Il 6 marzo 2025, presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli, si è tenuto un incontro di studio sul tema dello sfruttamento del lavoro e delle risposte istituzionali. L’incontro, presieduto dal professor Sergio Moccia, emerito di Diritto Penale, ha visto la partecipazione di esperti di diritto, magistrati, accademici e rappresentanti sindacali, tra cui Antonio Bevere, magistrato e Direttore della rivista “Critica del Diritto”, Giovanni Cannella, magistrato, Antonio Cavaliere, ordinario di Diritto Penale presso l’Università Federico II, Linda D’Ancona, magistrato presso il Tribunale di Napoli, Massimiliano Guglielmi, segretario generale della Fiom Cgil Campania, Giuliana Quattromini, avvocato giuslavorista al Foro di Napoli, e Francesco Santoni, emerito di Diritto del Lavoro presso l’Università Federico II.
L’incontro ha offerto un’opportunità per riflettere su come lo sfruttamento del lavoro sia ancora una realtà diffusa e su quali siano le risposte efficaci da parte delle istituzioni e della società civile.
I temi principali emersi
Sergio Moccia ha aperto il dibattito sottolineando come lo sfruttamento del lavoro porti spesso alla riduzione delle persone a mere “cose”, approfittando della loro vulnerabilità economica e giuridica. Il professor Moccia ha richiamato l’urgenza di interventi più decisi da parte del diritto penale per proteggere la dignità dei lavoratori.
Giovanni Cannella ha affrontato il tema delle difficoltà che i lavoratori incontrano nel difendersi in tribunale. Molti lavoratori, ha spiegato, evitano di fare causa per paura delle ripercussioni e per la scarsa informazione sui propri diritti. Ha suggerito l’istituzione di commissioni di controllo nei luoghi di lavoro, come i cantieri, per monitorare le condizioni lavorative e garantire maggiore sicurezza.
Antonio Cavaliere ha posto l’accento sulla necessità di scelte politiche concrete per contrastare lo sfruttamento, in particolare nell’ambito della disciplina degli appalti e del rafforzamento dei controlli ispettivi.
Massimiliano Guglielmi, segretario generale della Fiom Cgil Campania, ha criticato le leggi precarie introdotte negli ultimi venti anni, sottolineando come queste abbiano minato le tutele dei lavoratori. Ha anche evidenziato le gravi condizioni di lavoro, come nel caso di lavoratori morti prematuramente a causa dell’elevato stress lavorativo e delle condizioni insostenibili.
Linda D’Ancona magistrato presso il Tribunale di Napoli, si è soffermata sull’importanza delle recenti modifiche al codice penale, che hanno reso più severi i reati legati al caporalato, uno dei fenomeni di sfruttamento più gravi. Ha spiegato che, grazie a queste modifiche, il reato di caporalato è stato reso più incisivo, con pene più severe per chi sfrutta i lavoratori, in particolare nelle attività agricole e nei settori meno tutelati. D’Ancona ha sottolineato come queste modifiche siano un passo importante nella lotta contro lo sfruttamento dei lavoratori. Inoltre, ha parlato della difficoltà di affrontare il fenomeno del caporalato in un contesto di forte disuguaglianza sociale e di una legislazione spesso frammentata.
Un altro intervento applaudito è stato quello di Giuliana Quattromini, avvocato giuslavorista, che ha denunciato la totale inefficacia e la burocrazia che caratterizzano l’ispettorato del lavoro. Quattromini ha messo in evidenza come i lavoratori, per denunciare le violazioni dei propri diritti, debbano innanzitutto compilare complicati moduli, un ostacolo che spesso disincentiva le denunce. Inoltre, ha sottolineato che gli ispettori preavvisano frequentemente la loro visita ai datori di lavoro, rendendo di fatto inutile il controllo, poiché gli stessi si preparano a “sanare” le irregolarità prima dell’arrivo degli ispettori. Ha anche parlato dei verbali di conciliazione, definiti da lei come una “farsa”. Quattromini ha evidenziato come la precarietà del lavoro sia aggravata dal Jobs Act, che ha liberalizzato i licenziamenti e reso più facile lo sfruttamento , soprattutto in settori come quello delle consegne e dei lavori a chiamata, dove la sicurezza e i diritti dei lavoratori sono quasi inesistenti.
Ciro Crescentini

