L’Anm taglia i trasporti fuori tempo massimo

La scelta molto discutibile dell’azienda del comune di Napoli, giunta il 1 dicembre: ma oggi, dopo 2 giorni, la Campania potrebbe vedersi allentate le misure anti Covid. Utenti sempre più tartassati

La scelta di tempo è tutto, nella vita. E Anm ha aspettato il 1 dicembre per annunciare una “rimodulazione dei servizi di trasporto pubblico”. Termine anodino per comunicare il taglio del 20% delle corse, su ferro e su gomma, causa misure anti Covid. Come se il lessico potesse rendere più digeribile la contrazione di un servizio essenziale, peraltro già al collasso. Già, molti si chiederanno: c’è ancora da tagliare qualcosa, in tema di trasporto pubblico a Napoli? La domanda sorge spontanea, come diceva qualcuno, ma annasperà nella terra incognita. Infatti il problema, per quanto assurdo, non è quello. Nelle pieghe del discorso, avanza la vera domanda: ma proprio ora? Cioè, adesso, alla vigilia dei nuovi provvedimenti pandemici. Il punto è questo: oggi 3 dicembre scade l’ordinanza del ministro della salute, che colloca la Campania in zona rossa. Il calo della curva dei contagi, dell’indice Rt, potrebbero determinare un allentamento della stretta. Cioè, la regione potrebbe finire in zona arancione, o perfino gialla. In ogni caso, sarebbe stato meglio attendere, prima di falciare quanto resta del trasporto pubblico. O comunque, la scure sul servizio sarebbe dovuta arrivare prima, per anticipare il ritorno alla normalità, se questa parola non suona un azzardo, in tale contesto. La Campania è “rossa” dal 15 novembre. La durata della misura è comunque limitata, come si sapeva dall’inizio. Invece la partecipata dei trasporti ha atteso l’ultimo momento, adottando una decisione quasi fuori tempo massimo. Un piano di “rimodulazione” che già ora penalizza tanti utenti. E che tra qualche giorno, in assenza di ripensamenti, ne potrebbe danneggiare molti di più. La garanzia è di concentrare i tagli “nella fascia oraria di limitazione della mobilità”, ossia a partire dalle 22. Intanto però, la linea 1 del metrò si ferma tra le 20.50 e le 21.10, le funicolari addirittura alle 20. Una riduzione dell’offerta giustificata dalla stima sulla perdita dei ricavi (2,5 milioni al mese), subordinando a ragioni finanziarie un servizio essenziale. Una scelta di tempo, appunto: assai sbagliata.

Il comunicato dell’Anm. Questo il comunicato Anm del 1 dicembre:

Anm ha varato una complessiva rimodulazione dei servizi di trasporto pubblico in considerazione del numero ridotto di cittadini che si muovono per effetto delle vigenti normative nazionali per la gestione dell’emergenza Covid e, in particolare, del divieto di spostamento dalle ore 22, nonchè della disciplina di settore della Regione Campania che consente di ridurre fino al 40% i servizi di traporto pubblico. 

Il nuovo piano, concordato dopo un lungo confronto con le organizzazioni sindacali, prevede una riduzione complessiva dei servizi di circa il 20% concentrata nella fascia oraria di limitazione della mobilità e l’accesso alle prestazioni del Fondo Bilaterale di Solidarietà per il sostegno al reddito del personale dipendente di ANM. Il piano è stato adottato anche in virtù della attuale affluenza molto ridotta ai servizi di trasporto pubblico. 

La Linea 1 della metropolitana trasporta oggi circa 20.000 passeggeri a giorno (rispetto alla media di ‪150.000‬ precovid) con punte minime registrate la domenica di 7.000 viaggiatori al giorno. Bassa anche l’affluenza nelle ore di punta come gli orari 7.30-9 e ‪17.30-19‬ in cui viaggi circa 10% dei passeggeri dell’intera giornata. Nelle funicolari l’affluenza è oggi del 20-30% rispetto al periodo precovid, in particolare la sera, dopo le 18, i treni trasportano il 10% del flusso precovid. Sui bus nell’orario dalle 7 alle 9 viaggia il 25-30% dei passeggeri precovid, negli altri orari 10-15%. Si è pertanto configurata una condizione che genera riduzione dei ricavi da traffico per i quali si stima una perdita di circa 2,5 milioni di euro al mese.
   

Il piano entrerà in vigore nei prossimo giorni su gomma e su ferro. Su gomma è prevista la riduzione del nastro orario di esercizio delle linee di superficie alla fascia 5.30 – 22 circa, ad eccezione delle direttrici portanti che saranno mantenute anche oltre le ore 22, e la concentrazione dell’offerta commerciale nelle fasce di punta della giornata, in special modo sulle linee a maggiore frequentazione e su quelle di collegamento con le aree periferiche di Napoli e con i Comuni limitrofi. E’ prevista anche la riduzione dell’offerta sulle linee a minore domanda tra cui Alibus.
   

Per la Linea 1 metropolitana, il piano prevede la chiusura anticipata del servizio in tutti i giorni della settimana con prima corsa da Garibaldi alle ore 6.50 e da Piscinola alle ore 6.30 e ultima corsa da Piscinola alle ore 20.50 e da Garibaldi alle ore 21.10. Chiuse le seconde uscite per l’intero nastro di esercizio. 

Per le Funicolari Centrale, Chiaia e Montesanto la prima corsa è alle ore 7 e l’ultima corsa da monte e da valle alle 20. Per la Funicolare Mergellina è confermata la chiusura per l’intero nastro di esercizio con servizio sostitutivo bus navetta. 

Per i parcheggi è prevista la chiusura dei Parcheggi di Policlinico e Monaldi, riservandosi la riapertura parziale o totale in caso di significativi incrementi della domanda di sosta nel periodo di riferimento. In ragione delle frequentazioni, è prevista la chiusura dei parcheggi P5, T1, G1, L3 del Centro Direzionale mentre resteranno aperti L1, L2; T2.

Gianmaria Roberti

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