Incensano jobs act e garanzia giovani, contestati De Luca e Poletti

Il governatore e il ministro illustrano i risultati del programma di inserimento lavorativo e della riforma del lavoro. Alla conferenza di Napoli fanno irruzione gli lsu per chiedere un confronto

Il ministro e il governatore ne difendono i risultati, i precari li contestano. A Napoli alcuni lsu hanno fatto irruzione alla conferenza sul programma Garanzia Giovani e il Jobs Act. Al tavolo c’erano Giuliano Poletti e Vincenzo De Luca. I contestatori chiedevano un confronto con il presidente della Regione, che li ha invitati a lasciare la sala.  “Caro Giuliano – dice sarcastico De Luca al ministro – noi qui dobbiamo convivere con i concerti, i disoccupati portano i bidoni e cominciano a suonarli come fossero percussioni dall’alba al tramonto”. E sulla contestazione chiosa: “È da persone civili confrontarsi ma non come se si fosse in un circo equestre. Tu lavori tanto, prepari una manifestazione e poi arriva un imbecille che devia l’attenzione. Mesi di lavoro  – aggiunge – non contano come l’imbecille che va a fare la sceneggiata. Avevamo la tradizione del notabilato e del plebeato. Noi vogliamo battere notabilato e educare i cittadini facendogli notare che la cafoneria e le intimidazioni non sono più accettabili. Il plebeato è composto da chi immagina il reddito fisso e pensa che prevaricazione e cafoneria possano essere argomenti validi per intimidire chi esercita funzioni di governo”.

 

LAUDATO SI’ JOBS ACT –  Con la riforma del lavoro “abbiamo messo l’Italia nelle condizioni di competere” con l’Europa. Ne è convinto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Alla conferenza della Regione, Poletti snocciola numeri “Nell’ultimo anno gli investimenti sono passati da 15 a 75 miliardi – afferma il ministro – Hanno deciso di investire perché cercano efficienza, un posto dove poter fare bene il proprio lavoro”. Ma lo stesso Poletti è costretto ad ammettere che il tasso medio di occupazione non ha “mai superato il 59% mentre altrove si arriva anche al 67%. Come facciamo, se abbiamo il 10% in meno rispetto agli altri? Questo è un dato storico che non è legato alla crisi. Su questo dobbiamo lavorare per poter crescere”.

 

 

ODE A GARANZIA GIOVANI. DE LUCA SUL REDDITO DI CITTADINANZA: “UN’IDIOZIA” – Con il programma Garanzia Giovani “abbiamo fatto un lavoro importante” consentendo di far “partire una situazione che prima non c’era” sostiene Poletti. Parte così il panegirico sul controverso programma europeo. “Oggi – spiega il ministro – il dato è che su 100 giovani che si sono presentati per iscriversi al programma, in 50 hanno detto di non essere mai andati a un centro per l’impiego. Garanzia Giovani ha dato a questi giovani un riferimento, sanno dove andare per cercare di capire. C’è molto da migliorare e non si è risolto il problema, ma ritengo che la strada infilata sia quella giusta”. Per De Luca invece, Garanzia Giovani “è meglio che il reddito di cittadinanza. Col programma europeo, i ragazzi hanno la possibilità di sperimentare una splendida occasione di lavoro, mentre le aziende possono selezionare i ragazzi più capaci. Il reddito di cittadinanza, invece, è assistenza pura, un’immensa idiozia, una misura cervellotica che determinerebbe l’incremento del lavoro nero e la degenerazione del mercato lavoro. Nessuno – dichiara il governatore – ha mai spiegato come si finanziano i 20 miliardi che servono per attuarlo. E’ l’esatta negazione del lavoro che stiamo facendo in Campania. Abbiamo investito tra Garanzia Giovani e altri programmi per l’occupazione oltre 400 milioni di euro. Soldi per creare posti di lavoro veri, non clientele politiche. E oggi in Campania è più conveniente venire a investire”.

 

 

“Stiamo affrontando il tema del lavoro – prosegue De Luca – da un duplice punto di vista: governare il problema delle emergenze e creare un pacchetto di premialità per incentivare gli investimenti. Su Garanzia Giovani abbiamo risorse per 200 milioni di euro, noi ne abbiamo aggiunti altri 180, con una serie di iniziative. Abbiamo riportato al 100% la decontribuzione, che a livello nazionale è stata ridotta al 40%, introdotto il credito d’imposta e il bonus di 7mila euro per i lavoratori stabilizzati a tempo determinato. Ci sono poi le misure per i lavoratori ultra 50enni e per le botteghe-scuola che fanno formazione. Così, circa 33mila persone hanno avuto un contatto col mondo del lavoro”. L’occupazione in Campania però resta da maglia nera.

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