Firmato il nuovo contratto provinciale: coinvolti circa 30mila addetti. L’importo effettivo dipenderà anche dai parametri della singola impresa
Firmato il nuovo Contratto Collettivo Provinciale di Lavoro dell’edilizia di Napoli. L’accordo fissa al 4% la misura dell’Elemento Variabile della Retribuzione (EVR) a livello provinciale e interessa un settore che coinvolge circa 30mila addetti.
Ma attenzione: il 4% non significa che tutti i lavoratori riceveranno automaticamente un aumento del 4%. È questo l’aspetto più importante da chiarire.
L’EVR è una componente variabile della retribuzione, legata all’andamento del settore e a quello della singola impresa. Per il 2026, a Napoli, la verifica degli indicatori territoriali ha portato a determinare l’EVR nella misura piena del 4% dei minimi di paga base.Ma per sapere quanto verrà effettivamente riconosciuto al lavoratore bisogna guardare anche alla situazione della sua azienda.
Cosa viene controllato nell’azienda. Per ogni impresa vengono verificati due parametri: il volume d’affari IVA, cioè l’andamento del fatturato dell’impresa; le ore denunciate alla Cassa Edile, cioè le ore di lavoro dichiarate dall’impresa.
I dati vengono confrontati con quelli del precedente periodo previsto dall’accordo.
Questo significa che non conta semplicemente quanto è grande l’impresa. Non è previsto un meccanismo per cui i dipendenti delle grandi aziende prendono l’EVR e quelli delle piccole no.
Conta invece come sono cambiati i due indicatori della singola azienda. Tre situazioni possibili
Il meccanismo è abbastanza semplice. Se entrambi i parametri sono positivi o invariati, viene riconosciuta la misura piena dell’EVR: 4%.
Se uno dei due parametri è positivo e l’altro è negativo, l’EVR viene riconosciuto in misura ridotta. Con il 4% fissato a livello provinciale, la misura è 2,6%. Se entrambi i parametri sono negativi, l’EVR non viene riconosciuto. In sintesi: 2 parametri positivi o invariati 4%; 1 positivo e 1 negativo 2,6%; 2 negativi nessun EVR
Ecco perché il dato dei 30mila addetti non deve essere interpretato come “30mila lavoratori avranno il 4%”. La platea è quella interessata dal contratto provinciale, ma l’effettivo riconoscimento dell’EVR dipenderà anche dai risultati della singola impresa.
Grande o piccola impresa? Non è questo il criterio. Un esempio può aiutare. Una piccola impresa che ha aumentato le ore denunciate e il proprio volume d’affari può riconoscere ai propri lavoratori il 4%. Al contrario, una grande impresa che registra un peggioramento di entrambi gli indicatori può non riconoscere l’EVR. Quindi non è una questione di dimensioni o di fatturato assoluto. Il confronto viene fatto con la storia della stessa azienda, secondo i periodi stabiliti dall’accordo.
Un risultato importante, ma da spiegare bene. La firma del CCPL rappresenta un risultato importante per la contrattazione dell’edilizia napoletana e per i lavoratori del settore. Il 4% rappresenta infatti la misura piena dell’EVR stabilita a livello provinciale.
Allo stesso tempo, è importante che ai lavoratori venga spiegato con chiarezza che non si tratta di un aumento automatico del 4% dello stipendio per tutti. Prima di sapere cosa arriverà concretamente in busta paga, bisogna verificare i parametri della propria azienda.
L’attivo unitario a Napoli. Il percorso dell’accordo prosegue con l’attivo unitario per la validazione dell’ipotesi di accordo, convocato a Napoli presso il Formedil Napoli. All’iniziativa interverranno Paola Senesi, Mauro Venulejo, Francesco Sannino delle segreterie nazionali di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil.
Dopo la firma dell’intesa, dunque, l’attenzione si sposterà sulla successiva applicazione nelle singole imprese. Per i lavoratori la questione centrale sarà capire quale risultato emerge dalla verifica dei due parametri aziendali: è quello che determinerà se l’EVR sarà riconosciuto nella misura piena del 4%, in quella ridotta del 2,6% oppure non sarà riconosciuto.
Il 4% è quindi il punto di partenza stabilito dal contratto provinciale. Quanto spetterà realmente a ciascun lavoratore dipenderà anche dall’andamento della propria azienda.
Ciro Crescentini

