Le immagini rilanciate sui media internazionali riaccendono le denunce sull’uso del cosiddetto “double tap”.
Un primo attacco, poi una seconda esplosione a distanza di pochi istanti. È la sequenza mostrata in un video diffuso sui social e rilanciato da media internazionali, tra cui Al Jazeera, che documenterebbe un episodio avvenuto nella Striscia di Gaza e nel quale hanno perso la vita due persone, tra cui un ragazzo di 15 anni.
Secondo la ricostruzione riportata dall’emittente, il giovane, identificato come Mohammed al-Zinati, si sarebbe avvicinato a un uomo rimasto ferito in seguito a un precedente attacco. Le immagini mostrano il ragazzo mentre raggiunge la persona a terra, apparentemente nel tentativo di prestargli soccorso. Poco dopo, una seconda esplosione colpisce la zona.
A morire sarebbero stati lo stesso Mohammed e Sherif Lubbad, un paramedico di 23 anni che si trovava sul posto. Il padre del quindicenne ha raccontato che il figlio stava rientrando dopo una lezione quando avrebbe visto il ferito e deciso di intervenire.
La dinamica ha riacceso le accuse relative alla pratica indicata con il termine inglese “double tap”, espressione utilizzata per descrivere un secondo attacco effettuato poco dopo il primo, potenzialmente diretto contro persone accorse per prestare soccorso alle vittime. L’uso deliberato di una simile modalità contro soccorritori o civili potrebbe configurare gravi violazioni del diritto internazionale umanitario; la qualificazione giuridica di un singolo episodio, tuttavia, richiede l’accertamento dei fatti e delle circostanze dell’attacco.
Al Jazeera riferisce inoltre che, secondo quanto emerso dalla propria ricostruzione, l’arma impiegata potrebbe essere stata una Mikholit, bomba planante guidata di produzione israeliana. Si tratta però di un’attribuzione riportata dall’emittente e non di un elemento che, sulla base delle sole immagini, possa essere considerato definitivamente accertato.
Il filmato, diventato rapidamente virale, mostra soltanto una parte della sequenza e non consente da solo di stabilire con certezza chi abbia effettuato il secondo attacco, quali fossero gli obiettivi designati o quali informazioni fossero disponibili agli operatori al momento dell’azione.
La morte di Mohammed al-Zinati e Sherif Lubbad si inserisce comunque nel quadro estremamente rischioso in cui operano civili e personale sanitario nella Striscia, dove gli attacchi hanno ripetutamente coinvolto aree densamente popolate e strutture e operatori impegnati nei soccorsi. L’episodio resta quindi al centro delle accuse e delle richieste di chiarimento sulla condotta delle operazioni militari a Gaza.
Ciro Crescentini

