Confindustria detta le condizioni, i grillini mollano anche il decreto dignità: liberalizzati contratti a termine

I tecnici ministeriali studiano diverse ipotesi alternative

I tecnici del ministero dell’Economia e del ministero del Lavoro stanno pensando di modificare radicalmente il decreto Dignità, togliere i vincoli e liberalizzare i contratti a termine. E sulle modifiche sarebbero d’accordo anche i grillini, in primis Luigi di Maio che fino a qualche anno fa sbandierava il provvedimento come una grande conquista del M5S in favore dei lavoratori. Demagogia. Bugie. A quanto pare il capo grillino di Pomigliano d’Arco sarebbe orientato a fare un passo indietro e accettare di le condizioni dettate dalla Confindustria, dal partito democratico, dalla Lega e da Forza Italia.

Le ipotesi allo studio sono tre. La prima – quella più radicale – è il superamento completo del decreto dignità e quindi delle causali introdotte dal luglio 2018 spostando l’intera materia sulla contrattazione collettiva, come chiedono alcuni sindacati, in modo da adeguare le norme al contesto di riferimento. La seconda consiste in una mini-proroga delle deroghe al decreto dignità su proroghe e rinnovi dei contratti fino al 30 giugno (come per la cassa Covid e il blocco dei licenziamenti). La terza opzione è infine quella di congelare le causali fino a fine anno.

Le disposizioni della Legge n. 96/18 (che ha convertito il D.L. n. 87/2018 meglio noto come “ Decreto Dignità ”) prevedono che i  contratti a termine avviati dal 14 luglio 2018  rispettino i seguenti limiti:  Massimo 24 mesi di durata per tutti i rapporti intercorsi con il medesimo datore per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale, in luogo del precedente limite imposto dal Jobs Act pari a 36 mesiLimite di 4 proroghe nell’arco di 24 mesi, invece delle 5 imposte dal vecchio regime; Al superamento dei 12 mesi, sia per effetto di un unico contratto che di una o più proroghe, il rapporto dev’essere giustificato da apposite esigenze aziendali.  Il decreto prevede la trasformazione dei contratti a tempo indeterminato dopo quattro rinnovi  dei contratti a tempo determinato.

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