Circumvesuviana, allarme sicurezza dal sindacato Orsa: “Anomalie al sistema frenante”

L’organizzazione dei lavoratori: “Circola il 30% in meno dei treni promessi mesi fa dai vertici aziendali. L’usura da super impiego dei convogli è un rischio per i viaggiatori”

NAPOLI – Tra le altre cose, denuncia “pericolose anomalie al sistema frenante” dei treni. Il sindacato Orsa Autoferro torna a lanciare l’allarme Circumvesuviana. Nel mirino i vertici dell’Eav, la holding dei trasporti della Regione. “Il 2016 inizia  – afferma il sindacato – nello stesso modo in cui si è chiuso il 2015 per le aziende di trasporto dell’Eav, anzi potremmo dire persino peggio, perché in barba a quanto il management aveva sbandierato, come numero di elettrotreni in circolazione, in sede di audizione presso la Commissione Regionale
Trasporti, siamo ben al di sotto, troppo al di sotto dei numeri promessi”. Come esempio, Orsa Autoferro ricorda che nello scorso mese di agosto fu garantito come obiettivo da raggiungere per fine 2015, sulle linee ex-Circumvesuviana, un numero di 74 elettrotreni in circolazione, “una chimera che non abbiamo neanche lontanamente sfiorato”. Il 5 gennaio sono stati contati circa 50 convogli in circolazione, con punte tra i 52 e i 47. “Siamo ben il 30% al di sotto di quanto promesso e nessuno se ne assume la responsabilità, nessuno parla delle
soppressioni che, di nuovo sui stanno effettuando, oggi circa 20 corse”. La denuncia globale riguarda il personale che “continua a lavorare in condizioni di stress, i viaggiatori continuano a sfogare su di
essi le loro giustissime frustrazioni e, dulcis in fundo, causa l’endemica carenza di pezzi di ricambio – aggiunge Orsa – i treni cominciano ad avere preoccupanti guasti dovuti all’usura, data dal loro super impiego, per cui se
non si pone immediatamente rimedio, avremo a breve una ulteriore diminuzione degli elettrotreni in
circolazione”. Inoltre l’usura “comporta anche un altro tipo di pericolo – insiste il sindacato – quello della sicurezza dei viaggiatori trasportati, la rete ferroviaria è praticamente senza manutenzione, i vari problemi non vengono risolti, perché tale attività, tutta data in gestione ad una ditta esterna, non viene effettuata perché questa – sostiene Orsa – vantando dei crediti, non intende riprendere a lavorare se non incassa quanto dovuto, per cui se qualche binario ha problemi, si interviene per tamponare ‘alla meglio’ col personale interno e poi si impone ‘sine die’
un rallentamento ai treni sul posto in questione e si rimanda il problema a data da destinarsi
scaricando, come al solito, inadempienze e incapacità gestionali sui lavoratori e sugli utenti”.

 

 

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