Caserta, congresso degli edili della Cgil si terrà a Casal di Principe

 

Dal 2009 ad oggi, con eccezione della piccola finestra di ripresa accennata tra marzo 2015 e aprile 2016, il settore dell’edilizia ha perso circa 5 mila addetti 

Il 10 Ottobre, presso il “Teatro della Legalità” in Casal di Principe, la FILLEA CGIL di Caserta celebra il suo VII° congresso Provinciale. Un percorso democratico inserito nel percorso congressuale della CGIL che chiuderà la tornata congressuale a Bari con il XVIII° Congresso Nazionale. Una fase congressuale avuta inizio il 5 luglio scorso che ha visto, nelle decine e decine di assemblee, partecipare, tra cantieri edili e stabilimenti, circa 2.000 lavoratori. “IL LAVORO È”. È la parola d’ordine del congresso confederale e “Fabbrica X Fabbrica – Cantiere X Cantiere” quello adottato dalla categoria con l’ulteriore incipit del “Uguale Diritto – Uguale Contratto” oltre a “A uguale lavoro – Uguale Salario”. La scelta di tenere il congresso della Fillea CGIL di Caserta a Casal di Principe è frutto di una precisa scelta politica, di messaggio diretto al territorio e alle dinamiche deleterie di questa terra: la Camorra. Il 25 giugno scorso, la FILLEA CGIL, unitamente alla Filca, alla Feneal e al Sindaco di Casa di Principe Renato Natale, ha sottoscritto un protocollo di legalità rivolto al maggiore controllo e monitoraggio delle procedure di assegnazione nonché di esecuzione delle opere pubbliche e private ricadenti sul territorio comunale. Il VII° congresso sarà preceduto dal ricordo di un delegato della FILLEA CGIL, Tammaro Cirillo, morto, ucciso, a seguito di un agguato intimidatorio proprio ad opera della camorra. Prenderanno parte il Segretario Generale della Fillea CGIL Nazionale Alessandro Genovesi, la segretaria generale della CGIL di Caserta Camilla Bernabei. Ospiti particolari saranno il segretario generale del sindacato. delle costruzioni romene FGS Familia, Gheorghe Balaceanu e il Presidente dello stesso sindacato Ramona Valeceanu.

Il settore delle costruzioni in “Terra di Lavoro” vive un forte rallentamento sia in termini di occupati che in finanziamenti e ancor di più per le opere da realizzare. Le ultime per pubbliche di rilevante importanza risalgono ormai a oltre 20 anni fa. E solo oggi con la riqualificazione del Litorale Domitio, la ferrovia Napoli/Bari, che interesserà i comuni di Cancello e Maddaloni, sembra affacciarsi un timido raggio di luce.

Dal 2009 ad oggi, con eccezione della piccola finestra di ripresa accennata tra marzo 2015 e aprile 2016, il settore dell’edilizia ha perso circa 5 mila addetti registrati in Cassa Edile, circa il 50% in meno di forza lavoro regolare. Le aziende regolarmente iscritte sono passate dalle 2.125 del 2009 alle 1.495 al 31 marzo 2018. Un moria di aziende si potrebbe dire, proprio a conferma dei tanti posti di lavoro in meno. Sul piano economico finanziario le cose stanno ancora peggio. Solo nell’ultimo anno si registrano circa 800 mila ore di lavoro in meno con relativi 4,0 milioni di euro di salario perso. Mancano le opere pubbliche primarie e di grande importanza e il sistema di impresa lascia molto a desiderare. A Caserta per l’anno 2017, su 13.550 aziende complessivamente iscritte alla sezione costruzioni in camera di commercio, circa 12 mila sono le aziende attive, di queste la Cassa Edile di Caserta ne registra poco più di 2 mila al 30 settembre 2017. Circa 8 mila aziende che sfuggono a qualsiasi regolarità. Basterebbe un solo lavoratore per azienda e avremmo già 8 mila lavoratori in nero.

Oltre ai numeri così ballerini ed evanescenti, da istituto a istituto, il sistema di impresa casertano è affetto dal classico fenomeno del “nanismo aziendale”, infatti, nel settore delle costruzioni, ben il 97% delle aziende ha una dimensione al di sotto dei 15 dipendenti e solo lo 0,2% quelle al di sopra di 50 unità. Sul piano della solidità economica, nonostante si usa dire piccolo è bello, le condizione economiche del sistema imprenditoriale locale è molto precario. Nelle tabelle di valutazione finanziaria, il rating per intenderci, l’80% delle imprese casertane sono classificate di livello “B” ovvero di vulnerabilità economica e finanziaria e l’altro 20% di livello “CC” e “D” di rischio elevato

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