Manifestazione promossa dall’Unione Sindacale di Base: stop ai servizi dal 1° settembre 2026, cresce la tensione sociale
Oggi Giovedì 30 aprile, alle ore 10, si è tenuto un presidio di lotta davanti alla Prefettura di Napoli, promosso dall’Unione Sindacale di Base insieme agli operatori delle dipendenze del Consorzio Gesco. Al centro della protesta, la decisione dell’ASL Napoli 1 di revocare la gara d’appalto che attualmente sostiene diversi servizi, con la conseguente interruzione prevista a partire dal 1° settembre 2026.
Secondo i lavoratori coinvolti, questo provvedimento rischia di avere un impatto pesante sia sul piano occupazionale sia su quello sociale: da un lato, numerosi operatori potrebbero perdere il proprio impiego; dall’altro, verrebbero compromessi servizi essenziali rivolti a persone in condizioni di fragilità e marginalità.
Uno dei punti più contestati riguarda il mancato riconoscimento dell’esperienza maturata nel tempo. Gli operatori sottolineano come, in decenni di attività, abbiano contribuito in modo determinante alla costruzione e al funzionamento di una rete articolata di interventi socio-sanitari. Dopo circa quarant’anni, la cooperativa si trova così a perdere l’appalto senza che, denunciano, vi sia un piano chiaro per salvaguardare competenze e continuità dei servizi.
Nel mirino delle critiche anche l’impostazione adottata dall’ASL, accusata di non voler valorizzare modelli di intervento consolidati né garantire prospettive ai lavoratori coinvolti. I manifestanti hanno ribadito che i servizi rivolti alla marginalità non possono essere trattati come semplici voci di spesa, ma rappresentano un presidio fondamentale di inclusione sociale e un’alternativa concreta a politiche esclusivamente repressive.
Una delegazione di lavoratori guidata dalla dirigente Usb Maria Pia Zanni ha incontrato il viceprefetto Annunziata. E’ stata avanzata la proposta di convocare un tavolo interistituzionale. L’obiettivo è coinvolgere tutti i soggetti competenti — inclusa la Regione Campania — per affrontare con urgenza la situazione e individuare soluzioni che garantiscano stabilità occupazionale e continuità dei servizi.
Dalla Prefettura è arrivata una prima disponibilità a favorire il confronto tra le parti. Nel frattempo, la mobilitazione prosegue: per lunedì prossimo è stato annunciato un nuovo presidio di protesta davanti alla sede dell’ASL Napoli 1, segnale di una vertenza che resta aperta e carica di tensioni.
Ciro Crescentini
