La mobilitazione rilancia la battaglia per legalità e dignità negli appalti pubblici
Si è svolto a Napoli, il 4 febbraio 2026, lo sciopero proclamato dalla USB, Unione Sindacale di Base nell’appalto delle pulizie presso l’Agenzia delle Entrate. La mobilitazione ha acceso i riflettori su una situazione che il sindacato definisce ormai insostenibile.
Secondo quanto denunciato dalla USB, negli ultimi mesi sarebbero stati applicati tagli agli straordinari compresi tra il 5% e il 20%, in assenza di accordi sindacali. A questo si aggiunge un sovradimensionamento dell’organico negli appalti napoletani, con inserimenti di personale effettuati a ridosso della scadenza contrattuale: una dinamica che, secondo il sindacato, rischia di innescare una pericolosa competizione interna e di aprire la strada a esuberi e cassa integrazione.
Durante la giornata di sciopero è emersa con forza una vicenda umana che la USB definisce emblematica della condizione complessiva dell’appalto.
Al centro della denuncia c’è il caso di A.F lavoratrice impiegata negli appalti di pulizia dell’Agenzia delle Entrate a Napoli, attualmente ricoverata in terapia intensiva a seguito di una gravissima ischemia. Nonostante la regolare emissione delle buste paga, lo stipendio non risulta accreditato sul suo conto corrente, lasciandola priva di risorse economiche mentre si trova in condizioni cliniche critiche.
«Un atto di una gravità inaudita – denunciano i rappresentanti USB – si continuano a produrre documenti fiscali lasciando senza salario una lavoratrice che sta lottando tra la vita e la morte».
Nel mirino della protesta non ci sono soltanto le aziende coinvolte. La USB chiama in causa anche la Stazione Appaltante, l’Agenzia delle Entrate di Napoli, accusata di non aver attivato i dovuti controlli sul comportamento delle società riunite in Raggruppamento Temporaneo d’Impresa, nonostante la gestione di risorse pubbliche e le ripetute segnalazioni sindacali.
Nel corso dello sciopero, la USB ha ribadito la propria distanza dalle altre organizzazioni sindacali, accusate di essersi limitate a iniziative parziali o puramente simboliche, senza affrontare le criticità strutturali dell’appalto.
La mobilitazione del 4 febbraio a Napoli viene rivendicata come una battaglia di legalità e dignità del lavoro, che parte dalla tutela dei lavoratori più fragili, a cominciare da chi oggi, costretto in un letto d’ospedale, non ha la possibilità di difendere i propri diritti.
Ciro Crescentini
