Analisi di Facta News e Hive Moderation confermano l’uso dell’intelligenza artificiale nella foto ufficiale.
Una foto pubblicata sui profili ufficiali della Polizia di Stato, raffigurante due agenti feriti durante gli scontri del 31 gennaio a Torino, è diventata oggetto di forte dibattito online. La manifestazione, organizzata a sostegno del centro sociale Askatasuna, si era svolta inizialmente in modo pacifico, ma verso la conclusione degenerò in violenti confronti tra manifestanti e forze dell’ordine. Il bilancio fu di decine di feriti, tra agenti e cittadini: i due protagonisti della controversa immagine riportarono prognosi di 20 e 30 giorni.
A destare scalpore non sono stati tanto i contenuti della foto, quanto le incongruenze con quanto realmente accaduto, come evidenziato da fact-checker e giornalisti. Facta News ha analizzato attentamente l’immagine, confrontandola con i filmati diffusi da Torino Oggi, rilevando discrepanze significative.
Tra gli elementi sospetti: la scritta sul casco del poliziotto appare incomprensibile, quella sul retro del giubbotto presenta anomalie evidenti, lo scudo è assente e il volto di un agente risulta scoperto mentre nel video indossa una maschera antigas. Anche lo sfondo mostra irregolarità: la ringhiera cambia forma, l’asfaltatura viene sostituita da sanpietrini e la prospettiva appare improbabile. In un punto si nota persino un’automobile al posto di un parco giochi visibile nel filmato originale.
Secondo le ricostruzioni, la foto diffusa dalla Polizia potrebbe essere stata generata o modificata tramite intelligenza artificiale, partendo da un fermo immagine del video.
Michele Lapini, fotografo presente sul posto, è stato tra i primi a segnalare le incongruenze tramite un post su Facebook, successivamente rilanciato da Facta.news.
Il video originale mostra un agente isolato che subisce attacchi con calci e martellate da parte dei manifestanti, fino all’arrivo di un collega che lo soccorre. La foto incriminata, più nitida e drammatizzata rispetto al video, presenta però dettagli non corrispondenti alla realtà: il volto dell’agente è diverso, i baffi non combaciano con quelli reali, i capelli sono più lunghi, e lo scudo non compare.
Hive Moderation, uno strumento utilizzato per verificare l’autenticità delle immagini online, ha rilevato con il 99% di certezza che l’immagine è stata generata artificialmente. Errori tipici dell’IA sono visibili nelle scritte distorte sul casco e sul giubbotto, dove la tecnologia tende a rendere in modo impreciso le zone meno osservate.
Prima della pubblicazione ufficiale, alcune versioni alterate della stessa foto circolavano già sui social, con lievi modifiche. Il giorno successivo, anche un sindacato dei carabinieri ha condiviso una foto simile, con ulteriori differenze sullo scudo e sul volto di uno degli agenti.
L’account della Polizia di Stato ha infine ripubblicato la foto, con alcune modifiche, eliminando lo scudo e aumentando l’effetto drammatico. Dopo le segnalazioni degli utenti, la foto è stata parzialmente oscurata su Facebook e Instagram, accompagnata da un avviso che ne segnala la possibile alterazione. Anche il post di Lapini, che denunciava la falsificazione, è stato temporaneamente oscurato perché conteneva l’immagine contestata.
Al momento, non è arrivata alcuna dichiarazione ufficiale da parte della Polizia sulla scelta di condividere una foto così modificata, lasciando aperto il dibattito sul ruolo delle immagini digitali e dell’intelligenza artificiale nella rappresentazione degli eventi di cronaca.
Alma
