Reportage del Tg La7 prende spunto dalle parole di padre Zanotelli sulle due Napoli che non si incontrano. Un fiume di commenti indignati alle risposte degli intervistati

NAPOLI – Tutti gli stereotipi sul quartiere snob in 3 minuti di tv. Un carosello di luoghi comuni sulla collina orgogliosamente diversa dalla Napoli verace e popolare. La conferma la dà un servizio sul tg cronache de La7. Dal piccolo schermo ai social il passo è breve ed esplode il caso Vomero, tra invettive e proteste. Il servizio dell’emittente è ripreso su Facebook dalla pagina del blog Il Terronista. Scorrono le immagini dei residenti che sembrano il marziano di Flaiano. Piombati nel caos napoletano, con distacco e indifferenza. Di qua Malanapoli, di là i borghesi, divisi da un’invisibile frontiera ideologica. “Qui viviamo tranquillamente”. “Non ho amici alla Sanità o al Rione Traiano”. “Le persone dei propri quartieri restano nei propri quartieri”. La piccola secessione va in onda tra piazza Vanvitelli, via Luca Giordano e via Scarlatti, il quadrilatero d’oro dello shopping. Piovono commenti furenti, conditi dai soliti insulti. Tanti vomeresi si dissociano: “Non siamo così”. Si fa viva anche una ragazza comparsa nel video. Travolta da un fiume di livore, vuole precisare.  “Mi dispiace che da questo servizio possa sembrare che la mia intenzione fosse quella di offendere qualcuno, cosa assolutamente al di là della mia volontà. Anzi sono dell’opinione che la gente per bene sia in tutti i quartieri, così come i delinquenti. E comunque, nonostante tutto, non sono nemmeno del Vomero!”.

Ma la rabbia ormai rompe gli argini e non si arresta. Un consigliere municipale annuncia una mozione contro il reportage. In realtà però, molti ne tralasciano lo sfondo. Durante l’omelia dei funerali di Genny Cesarano, il 17enne ammazzato alla Sanità, padre Alex Zanotelli aveva parlato delle due Napoli che non si vogliono incontrare. “Sarà difficile costruire una città così, sono muri che generano ostilità e futuri conflitti”. Parole annegate nel mare del furore da tastiera, tanto in voga oggi. Ed è inutile anche scomodare La Capria, con il ritratto del borghese atterrito dal plebeo napoletano, figura lombrosiana da rabbonire assimilandone i costumi. E’ l’invenzione tragica della napoletanità. Chi lo ricorderebbe, tra un like e una condivisione indignata?

girobe

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