Trasporti: in Campania i treni più vecchi, il 65% ha oltre 15 anni

Mezzi troppo anziani per circolare

I 350 treni in servizio sulla rete regionale della Campania hanno un’età media di 19,7 anni, con il 65,2 % dei treni che ha più di 15 anni di età. E’ fanalino di coda in Italia insieme a Puglia e Basilicata. Non diversa la situazione a Napoli, dove 81 treni metropolitani hanno una età media del materiale rotabile di 20,6 anni, mentre il 77,8% dei treni ha più di 15 anni. Lo rivela Pendolaria, il rapporto annuale di Legambiente sul trasporto ferroviario in Italia. “Al Sud – si legge nel rapporto – i treni sono piu’ vecchi, con un’eta’ media dei convogli nettamente più alta con 19,3 anni (rispetto ai 12,5 anni del Nord) e rimasta costante negli ultimi 2 anni perche’, nonostante l’immissione in servizio di alcuni nuovi treni, continua a pesare l’invecchiamento della flotta storica. Si trovano poi casi come quelli di Basilicata, Puglia e Campania dove la media e’ ben più alta con punte di treni che sono davvero troppo anziani per circolare”. L’età media resta alta in Campania soprattutto a causa dell’anzianità del parco rotabile dell’Eav.
In Campania – osserva ancora Legambiente – nel corso del biennio 2011-2012 si e’ assistito ad una diminuzione dei servizi drammatica, in parte arginata negli ultimi due anni ma che richiede urgentemente un rinnovo del materiale rotabile ed un aumento delle frequenze delle corse”. “La situazione del trasporto pubblico per i pendolari continua ad essere drammatica e insostenibile. E i risultati si vedono: anno dopo anno si registra una quota crescente di cittadini/pendolari che ritornano all’auto con una preoccupante ricaduta sociale, economica e ambientale”. Così la presidente regionale di Legambiente Campania Mariatesera Imparato commenta la fotografia del trasporto scattata da Legambiente, che nel rapporto Pendolaria denuncia un drammatico calo del 43% di pendolari tra il 2011 e il 2018 in Campania e uno stato di crisi dei mezzi che hanno un’età media troppo elevata. “Gli amministratori e l’intera classe politica – osserva Imparato – non possono più avere tentennamenti o alibi davanti alle esigenze e ai diritti dei pendolari e sono chiamati a scelte nette, chiare e prioritarie per raddoppiare il numero di persone che ogni giorno in Campania prende treni regionali e metropolitane. Una sfida sociale, economica e ambientale:investire sul trasporto pubblico significa far crescere le persone che si spostano in treno nelle città, contrastare lo smog, avere città più vivibili e sostenibili e far risparmiare le famiglie italiane”. In particolare, Legambiente segnala la necessita’ di intervenire sull’Eav (ex Circumvesuviana, Sepsa e MetroCampania Nord Est). Per l’ex Circumvesuviana “l’intervento è cruciale – sostiene l’associazione – soprattutto per i pendolari che hanno visto nel corso degli ultimi 10 anni un peggioramento costante con aumento delle soppressioni e dei ritardi oltre i 15 minuti. Al tempo stesso sono continui i forti disagi per pendolari e turisti con treni stracolmi, a cui si aggiungono i guasti al materiale rotabile. Nel 2019, da inizio gennaio a fine giugno, sono state 1634 le corse cancellate. Nei primi sei mesi del 2018 erano state 340. Altro record negativo e’ quello relativo ai ritardi, con una media di 5,36 minuti rispetto ai 5,25 del 2018 ed un totale di 240.333 minuti di ritardo nei primi sei mesi del 2019″. Legambiente chiede anche di colmare “l’estremo ritardo” nella realizzazione del raddoppio Circumflegrea tratta Quarto-Pianura/Pisani e della bretella di collegamento Cumana/Circumflegrea e di acquistare nuovo materiale rotabile per le linee Alifana e Napoli-Avellino, con un’utenza complessiva stimata di oltre 300 mila persone. Infine, è “di vitale importanza per lo sviluppo della rete di mobilità cittadina” il prolungamento della linea 6 della metro napoletana. “Anche questa opera – si legge nel report Pendolaria – affronta gravi ritardi nella realizzazione. Pronto il collegamento tra Fuorigrotta e piazza San Pasquale, il programma generale prevede una prima riattivazione della linea fino a San Pasquale a partire dal prossimo novembre, con 6 treni ed un cadenzamento a 9 minuti, mentre l’attivazione a Municipio dovrebbe avvenire nel 2021, previo completamento della Camera di ventilazione in piazza del Plebiscito”.

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