Il Governo punta sui fondi già stanziati, ma la protesta continua. AIR Campania si rivolge alle Prefetture per garantire il gasolio agli autobus e il COISP denuncia rischi per le pattuglie e la sicurezza dei cittadini.
La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti continua a mettere sotto pressione la Campania e il resto del Mezzogiorno. I blocchi rallentano il trasporto delle merci, complicano i rifornimenti e provocano ripercussioni sulle attività produttive e sui servizi pubblici. La tensione cresce, mentre dal mondo industriale e dalle forze dell’ordine arrivano appelli per interrompere la mobilitazione e riaprire il confronto con il Governo.
Il vicepremier Antonio Tajani ha criticato l’iniziativa di lotta. “Comprendo le ragioni del malcontento, comprendo le ragioni della protesta, ma secondo me è sbagliato bloccare le autostrade», ha dichiarato a margine del forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Coldiretti. «Le giuste rivendicazioni, le giuste manifestazioni per sollecitare interventi da parte del settore dell’autotrasporto non debbono però trasformarsi in un danno per i produttori e per i consumatori», ha aggiunto Tajani, ribadendo la necessità di favorire il dialogo. «Non è che si abbassa il costo del gasolio se si blocca l’autostrada».
Sul fronte economico, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato l’avvio dei pagamenti alle aziende interessate attraverso le risorse già stanziate, dichiarandosi disponibile a discutere un possibile tetto al prezzo del gasolio. Non è stata tuttavia annunciata l’approvazione immediata di nuovi aiuti. Il viceministro Edoardo Rixi ha a sua volta sollecitato la rimozione dei blocchi, richiamando le conseguenze sugli approvvigionamenti destinati a ospedali e supermercati.
Confindustria: «Il blocco deve cessare»
A chiedere con forza la fine della protesta sono le organizzazioni industriali della Campania e Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani. In una nota congiunta, gli industriali denunciano il rischio di paralisi delle attività produttive e chiedono alle istituzioni di intervenire per ripristinare la circolazione delle merci. «La vertenza degli autotrasportatori richiede risposte immediate. L’attività produttiva è alla paralisi, per mancanza di approvvigionamenti. Il blocco deve cessare, altrimenti i danni per consumatori e imprese, già rilevanti, diventeranno insostenibili», si legge nel documento. «Dall’industria alimentare a quella vetraria, dal packaging al sistema moda, dai rifornimenti di carburante allo stesso smaltimento dei rifiuti, il blocco danneggia l’economia di Campania, Puglia e dell’intero Mezzogiorno, compromettendo inoltre l’erogazione di servizi pubblici essenziali», proseguono le organizzazioni industriali.
Gli imprenditori chiedono al Governo di favorire il superamento della protesta e auspicano, nelle situazioni di maggiore emergenza, interventi per garantire il passaggio dei mezzi. Nella nota viene segnalato anche il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata e di intimidazioni nei confronti degli autotrasportatori che intendono continuare a lavorare. «La vertenza deve trovare soluzione sui tavoli negoziali, non c’è altra strada. L’alternativa sarebbe la chiusura di tante aziende, la perdita di posti di lavoro, il degrado urbano e sociale», conclude il documento.
AIR Campania in contatto con le Prefetture: rifornimenti da garantire
Le difficoltà legate alla disponibilità di carburante coinvolgono anche il trasporto pubblico locale. AIR Campania ha attivato da due giorni un confronto con le Prefetture di Avellino, Benevento, Caserta e Napoli per individuare soluzioni che consentano di assicurare il gasolio necessario alla continuità del servizio. La società ha comunicato che nel bacino di Avellino una fornitura di carburante è arrivata nella mattinata del 21 ottobre, anche grazie al supporto della Prefettura. A Napoli, invece, su richiesta dell’azienda, la Prefettura ha interessato la Questura per garantire il trasporto in sicurezza di un rifornimento.
Il management continua a monitorare la situazione negli altri territori serviti, valutando le necessità dei diversi bacini. L’obiettivo è evitare che le difficoltà negli approvvigionamenti si traducano in riduzioni delle corse o in interruzioni del servizio. AIR Campania ha assicurato che informerà tempestivamente gli utenti in caso di variazioni. La necessità di garantire il carburante ai mezzi pubblici evidenzia come gli effetti della protesta vadano oltre il settore dell’autotrasporto, interessando la mobilità quotidiana di migliaia di persone.
L’allarme del COISP, sindacato di polizia: «Serve una tregua immediata»
A lanciare un ulteriore allarme è il sindacato di polizia COISP Campania e Basilicata. Il segretario nazionale Giuseppe Raimondi esprime solidarietà alle ragioni della protesta, ma chiede un accordo rapido con il Governo per evitare ripercussioni sull’ordine pubblico. «Esprimiamo la massima solidarietà e vicinanza ai motivi della protesta degli autotrasportatori, ma è urgente e fondamentale trovare immediatamente un accordo con il Governo. Serve una tregua immediata: il blocco rischia di paralizzare l’apparato di sicurezza istituzionale, lasciando le nostre città senza tutele», afferma Raimondi.
La preoccupazione riguarda soprattutto la possibilità che la carenza di carburante comprometta l’operatività delle pattuglie e dei mezzi di servizio. Secondo il sindacato, i problemi potrebbero essere particolarmente rilevanti nei commissariati periferici e nelle strutture che non dispongono di distributori interni o riserve proprie, costringendo gli agenti a rivolgersi alle stazioni di servizio pubbliche. «Siamo di fronte al serio pericolo che le macchine della Polizia rimangano completamente senza benzina», avverte Giuseppe Raimondi, sottolineando le possibili conseguenze per la sicurezza dei cittadini.
Il COISP segnala anche le difficoltà affrontate dagli agenti che lavorano a Napoli ma risiedono nelle province di Caserta, Benevento, Avellino e Salerno. I blocchi stradali e il costo dei carburanti rendono più complicati gli spostamenti verso il luogo di lavoro. «Già oggi i colleghi stanno affrontando difficoltà colossali per raggiungere la Questura partenopea. Da un lato pesano i rincari abissali e insostenibili del carburante, dall’altro i numerosi blocchi stradali che paralizzano la viabilità», dichiara Raimondi.
Secondo quanto riferito dal sindacato, alcuni poliziotti sarebbero stati costretti a partire con largo anticipo e, in alcuni casi, a dormire nelle proprie automobili vicino al luogo di servizio per essere pronti a garantire il turno successivo. Il sindacato rivolge quindi un appello sia alle associazioni degli autotrasportatori sia all’Esecutivo, chiedendo di proseguire il confronto sulle rivendicazioni economiche, ma di sospendere immediatamente i blocchi.
Identificazioni e tensione attorno ai presidi
Nel frattempo, il clima resta delicato anche sul fronte dell’ordine pubblico. Sono state segnalate identificazioni di manifestanti nell’ambito dei controlli legati alla mobilitazione. Eventuali responsabilità individuali dovranno essere accertate dalle autorità competenti.
A Teverola, nel Casertano, alcuni manifestanti hanno collocato un copertone sulla carreggiata per ostacolare il passaggio dei camion diretti alle piattaforme logistiche della grande distribuzione alimentare. Episodi di questo tipo evidenziano le difficoltà di garantire la circolazione dei mezzi in aree strategiche per la movimentazione delle merci.
Il Governo ribadisce che le rivendicazioni economiche devono essere affrontate nelle sedi istituzionali e distingue il diritto di manifestare dagli eventuali comportamenti illegali. Sul territorio, tuttavia, la preoccupazione aumenta per le conseguenze dei blocchi su approvvigionamenti, servizi pubblici e attività economiche.
Rifiuti, alimenti e produzione: l’emergenza si allarga
Le difficoltà non riguardano soltanto la Campania. In Calabria, a Crotone, la raccolta dei rifiuti registra ritardi perché l’impianto di trattamento meccanico-biologico di località Ponticelli non riesce ad accettare regolarmente i conferimenti. Le piattaforme di accumulo sono piene e il mancato trasferimento dei materiali verso discariche e centri di recupero ostacola il servizio.
Sul Tirreno cosentino si segnalano carenze di carburante e difficoltà nella distribuzione dei beni di prima necessità. A Praia a Mare e Tortora sono state annunciate sospensioni della raccolta porta a porta, mentre altri Comuni temono ripercussioni sul trasporto scolastico e sulla continuità dei servizi pubblici. Anche alcuni negozi registrano una riduzione delle disponibilità di prodotti freschi e alimentari.
In Campania, Cgil, Cisl e Uil chiedono interventi urgenti per garantire il trasporto di alimenti, medicinali e prodotti sanitari, richiamando in particolare le criticità che potrebbero interessare la filiera farmaceutica, comprese le produzioni di farmaci salvavita.
La vertenza si trova così davanti a un passaggio delicato: gli autotrasportatori chiedono risposte al rincaro del gasolio, mentre Governo, industriali, sindacati e gestori dei servizi pubblici sollecitano il ripristino della circolazione.
L’esecutivo punta sull’erogazione dei fondi già stanziati e sul confronto con le categorie, mentre l’eventuale introduzione di ulteriori misure resta da definire. Intanto, l’allarme riguarda ormai non soltanto le imprese, ma anche la mobilità pubblica e la capacità di garantire servizi di sicurezza.
La priorità è trovare una soluzione che affronti le difficoltà economiche degli autotrasportatori senza compromettere il trasporto di merci, carburante, medicinali e alimenti. Con il protrarsi della protesta, il rischio è che il costo dei blocchi ricada sempre più pesantemente sui cittadini e sull’intero sistema produttivo del Mezzogiorno.
Alessandro Manna

