La Dia da Lillo e Iurillo per eseguire il decreto di esibizione atti. La Procura indaga per rivelazione di segreto di ufficio

NAPOLI – Da giorni la procura di Napoli ha avviato una indagine contro ignoti per rivelazione di segreto di ufficio. Oggi la Dia di Napoli ha eseguito un decreto di esibizione di atti nei confronti dei giornalisti de Il Fatto Quotidiano Marco Lillo e Vincenzo Iurillo, che pubblicarono il testo di una intercettazione telefonica tra Matteo Renzi e il generale della Gdf Michele Adinolfi. Una conversazione finita agli atti nell’ambito dell’indagine sugli appalti Cpl. La Dia ha acquisito i file contenenti l’informativa dei carabinieri del Noe nella quale vi è la telefonata. Dal provvedimento firmato dal procuratore aggiunto di Napoli Alfonso D’Avino, emerge che i due cronisti del Fatto non sono indagati. Negli atti depositati l’informativa era priva di alcuni passaggi coperti da omissis. Tra questi, anche la conversazione tra il premier ed il generale.   Era avvenuta l’11 gennaio 2014, per il fatto che l’ufficiale della Finanza era all’epoca indagato. Renzi, intercettato indirettamente, non ancora presidente del Consiglio. Durante la telefonata, il leader Pd esprimeva pesanti giudizi sul conto del premier Enrico Letta  (“è un incapace”) mentre Adinolfi accennerebbe a una presunta ricattabilità del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a causa del figlio Giulio Napolitano, descritto come uomo di potere.

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