Tar Campania, stop al Concorsone! Trema la Regione

Sospesa la procedura per l’assunzione di 950 unità di personale, dopo istanze cautelari. L’avvocato Leone: “Violato l’anonimato”. Palazzo Santa Lucia annuncia ricorso

Clamoroso al Concorsone della Regione Campania. Sospesa dal Tar la procedura concorsuale per l’assunzione di 950 unità di personale, a tempo indeterminato, presso diversi uffici dell’ente di Santa Lucia.

A promuovere il ricorso diversi candidati esclusi, tramite lo Studio Legale Leone Fell & C.. I ricorrenti contestano le modalità operative con cui il Formez e la Commissione Ripam hanno gestito la selezione. Delle presunte anomalie, nei mesi scorsi, si è occupato anche ildesk.it

I giudici del Tar Campania, con un’ordinanza di oggi, hanno stabilito che “sussistono i presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare, sia pure, per quanto si preciserà infra, nei limiti della sospensione della procedura concorsuale in corso, non resistendo i gravati atti alle censure demolitorie dedotte con il primo motivo di ricorso”.

Sicché, il concorso sarà sospeso fino al prossimo 6 ottobre, giorno in cui si terrà l’udienza pubblica che dovrebbe definire il processo. Un colpo durissimo per la Regione, che puntava sulla rapida conclusione dell’iter concorsuale, per dare una risposta occupazionale.

Gli esclusi, difesi dagli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Ciro Catalano, hanno contestato il mancato rispetto del principio dell’anonimato delle prove.

Il principio risponde all’esigenza di salvaguardare la segretezza degli autori delle prove scritte fino a quando la correzione non sia stata ultimata. Si tratta di garanzie procedurali che consentono la parità di trattamento tra i candidati e la valutazione obiettiva dei loro elaborati.

Nello specifico, i candidati, in conformità alle indicazioni contenute nelle istruzioni per lo svolgimento della prova preselettiva, hanno apposto sul figlio risposte a lettura ottica e sul cartoncino anagrafico due talloncini identici, contenenti medesimo codice a barre e, immediatamente al di sotto, identico codice numero di sei cifre. I fogli risposte e i cartoncini contenenti i dati anagrafici non sono stati chiusi in busta sigillata e priva di generalità all’esterno dai candidati, come prescritto peraltro dall’art. 14 del D.P.R. 487/94, di talché il predetto codice numerico, facilmente memorizzabile e identificabile, ha finito per svolgere, almeno potenzialmente, funzione di segno di riconoscimento, essendo riconducibile immediatamente all’identità dell’autore dell’elaborato, ed essendo possibili alterazioni o manipolazioni della prova.

Il Tar ha rilevato inoltre che nonostante l’utilizzo di sistemi ottici di correzione, idonei ad assicurare massima rapidità delle operazioni di valutazione, la fase di correzione delle prove preselettive si è immotivatamente protratta per tre mesi.

Lo Studio Legale Leone Fell & C. ha proposto il medesimo ricorso anche per la selezione parallela finalizzata all’assunzione di 1.225 unità di personale a tempo indeterminato presso diversi enti della regione Campania. Questa volta la selezione è stata riservata ai candidati in possesso del solo diploma.

Per il concorso è stata fissata l’udienza cautelare per il prossimo 25 febbraio.

Anche per il concorso per 1.225 unità – dichiara Francesco Leone – abbiamo denunciato la violazione dell’anonimato e, pertanto, immaginiamo che anche quella procedura sarà sospesa dal Tar Campania nei prossimi giorni.

La violazione dell’anonimato– continua Ciro Catalano – è avvenuta per tutti i concorsi gestiti dal Formez e dalla Commissione interministeriale Ripam. Si tratta dunque di tutti i maxi-concorsi che si stanno svolgendo in questo momento in Italia, come ad esempio quello per n. 1052 assistenti alla vigilanza indetto dal Mibac e quello per 2.329 unità indetto dal Ministero della giustizia.

La Regione annuncia ricorso. A tempo di record, la Regione annuncia ricorso. “In aggiunta ad analoghe iniziative comunicate dal Formez, dalla Funzione Pubblica e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – spiega una nota -, la Regione Campania ha dato mandato all’Avvocatura di ricorrere al Consiglio di Stato per chiedere l’immediata sospensiva dell’ordinanza della Quinta Sezione del Tar Campania che ha bloccato la procedura Ripam per il cosiddetto “Concorsone”, gestito dal Formez, per l’assunzione di 950 unità Categoria D presso le pubbliche amministrazioni della Campania”. In pratica, si chiede la “sospensiva della sospensiva”.
“L’amministrazione regionale – precisa la nota – confida su una decisione positiva da parte del Consiglio di Stato, essendo, la procedura e le modalità di selezione del Concorsone, identiche a quelle attuate dal Formez per altri maxi-concorsi pubblici”.

Ciarambino (M5s): “Presa in giro elettorale di De Luca”. Sulla vicenda va all’attacco il M5s. “Le ultime parole famose di celebrazione del maxiconcorso elettorale, già tramutatosi in maxiricorso, De Luca – afferma il capogruppo regionale Valeria Ciarambino – le ha pronunciate anticipando di qualche minuto la sentenza del Tar che sospende le prime procedure di assunzione. E se, come temiamo, le procedure in base alle quali non sarebbe stato garantito l’anomimato fossero state adottate per tutte le prove, rischiamo di trovarci al cospetto di una enorme presa in giro per candidati che hanno realmente creduto nel sogno di un’occupazione. Persone già deluse per le lungaggini ingiustificate per le correzioni delle prove, con un’attesa fino a tre mesi e che ora, per effetto di ricorsi a pioggia, dovranno attendere chissà quanti anni ancora per vedersi materializzata la possibilità di un’assunzione. Ammesso che per quel tempo gli enti presso i quali i vincitori dovrebbero prestare servizio, non si trovino in condizioni di dissesto tali da impedire di procedere ad assunzioni di qualunque genere”.
“Strappano un sorriso amaro – prosegue Ciarambino – le affermazioni di De Luca, secondo cui il Governo dovrebbe prendere addirittura esempio dal suo concorsone. Di certo non sotto il profilo della trasparenza, né tantomeno della tipologia di procedure adottate. Né per aver dirottato su quella che è chiaramente una manovra elettorale ben 100 milioni di risorse sottratte al Fondo sociale europeo. De Luca ha oggi il solo e unico dovere di chiedere scusa alle decine di migliaia di candidati che hanno studiato giorno e notte, inseguendo un sogno costruito attorno ad annunci esclusivamente propagandistici. Un piano lavoro fallito in partenza, al pari della becera strategia elettorale messa in piedi dal governatore della Campania”.

Cesaro (Fi): “Sospendere tutte le prove”. Anche Forza Italia si fa sentire. “Non è un fulmine a ciel sereno – dichiara il capogruppo regionale Armando Cesaro -, l’avevamo denunciato in tempi non sospetti chiedendo giustamente di fermare, in autotutela, il concorsone. Adesso De Luca sospenda le prove per tutti i profili e si ricominci daccapo”.

 “Adesso – aggiunge – non resta che sospendere l’intera procedura anche per la categoria C: sarebbe infatti da irresponsabili ostinarsi ad andare avanti visto che le stesse criticità oggi ritenute fondate dal Tar per la Categoria D sono le stesse che hanno caratterizzato tutte le procedure. Il governo regionale lo deve agli oltre 100 mila candidati esclusi e penalizzati da criteri e procedimenti inadeguati messi in piedi da un ente di formazione, il Formez, in evidente malafede visto che, oltre a tacere sui ricorsi in itinere, non si è neppure degnato di rispondere per tempo, secondo legge, ad una nostra precisa richiesta di accesso agli atti. De Luca gli imputi dunque tutti i danni e le sanzioni del caso, viceversa saranno i funzionari regionali a doverne rispondere, questa volta davanti alla Corte dei Conti”.

Pisani (Noiconsumatori.it): “La Regione blocchi tutto”. Sul caos Concorsone interviene anche l’avvocato Angelo Pisani, presidente di noiconsumatori.it. “Due pesi e due misure – sostiene il legale-: l’Abc Spa blocca e fa ripetere le procedure concorsuali per presunte violazioni durante le prove, ma per ben più gravi violazioni e caos la Regione Campania non blocca il suo Concorsone messo in piedi senza alcuna garanzia di trasparenza per gli errori giù denunciati e riscontrati. Mai come ora dobbiamo vederci chiaro. La Regione blocchi tutto o la parola passerà una volta e per tutte ai giudici”.

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