Il sindaco: “Dal governo 54 milioni in meno rispetto al 2014, e da noi vogliono 60 milioni”

NAPOLI – ”Non abbiamo sforato il Patto di stabilità, ma siamo pronti a farlo qualora fosse necessario per garantire i diritti costituzionalmente previsti”. L’ultimo braccio di ferro con Palazzo Chigi, de Magistris lo ingaggia dalla Città Metropolitana. Nelle vesti di sindaco pro tempore illustra il bilancio di previsione 2015 da sottoporre agli organi dell’ente per l’approvazione definitiva. Ma attacca ancora il governo per “gli ulteriori tagli” e perché ”non ha mantenuto le promesse venendo meno agli impegni presi rispetto all’assegnazione di fondi, all’allentamento del Patto di stabilità e ai tagli al personale”. Secondo Palazzo Matteotti la Città metropolitana di Napoli ha subito un ulteriore taglio di finanziamenti, rispetto al 2014, di 54 milioni di euro. Taglio che ”ci pone tra le Città metropolitane più penalizzate del Paese  – afferma de Magistris – evidenziando ancora una volta una politica discriminatoria del Governo nei confronti del Sud”. In più, il documento contabile evidenzia che la Città metropolitana di Napoli dovrà erogare allo Stato un contributo di oltre 60 milioni di euro. Il sindaco se la prende col governo per il mancato completamento dell’iter legislativo nazionale e regionale che obbliga la Città metropolitana a sostenere spese pari a oltre 20 milioni . Costi ”non dovrebbero più essere di competenza del nuovo ente”. Tra questi le spese per il personale e la gestione dei Centri per l’impiego e per la polizia provinciale, le spese relative alle funzioni oggetto di riordino. Il bilancio metropolitano prevede entrate correnti pari a 313 milioni di euro di cui 87,5 destinate a spese per trasporto pubblico, servizi socialmente utili, forestazione e rifiuti ed entrate libere per circa 226 milioni. Inserito anche il recupero di 676 milioni di euro di residui passivi che sono stati impegnati per l’edilizia scolastica. ”Quello del Governo  – aggiunge de Magistris – è un comportamento irresponsabile. Ha lasciato soli sia i sindaci dei Comuni che quelli delle Città metropolitane dopo aver fortemente voluto una riforma così importante che non sta accompagnando e portando a compimento”.

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