Spaccio di droga a Scampia, 9 arresti di un gruppo legato a Scissionisti: 5 sono fratelli

La piazza è l’Oasi del Buon Pastore. Uno degli indagati era minorenne all’epoca dei fatti

Le indagini puntano i riflettori sull’attività di spaccio di stupefacenti nella zona di Scampia , in particolare in via Ghisleri Lotto R, la cosiddetta Oasi del Buon Pastore. Gli investigatori individuano per ogni indagato il ruolo e le funzioni in un sistema criminale consolidatosi nel tempo. E’ scattata alle prime luci dell’alba l’operazione Oasi degli Agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Scampia per l’esecuzione di 9 ordinanze di custodia cautelare. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip presso il Tribunaledi Napoli e da quello presso il Tribunale per i Minori, su richiesta delle rispettive Procure della Repubblica. Secondo gli inquirenti i destinatari dei provvedimenti risultano collegati agli Scissionisti di Scampia, e per conto del clan gestivano l’attività di spaccio. Tra gli arrestati figurano cinque fratelli, uno dei quali all’epoca dei fatti era minorenne. Specifici riscontri si sono poi ottenuti con l’arresto di vari spacciatori e il sequestro di diversi quantitativi di sostanze stupefacenti nel corso delle indagini che sono durate alcuni mesi.

 

LE INDAGINI – Sotto accusa il gruppo familiare dei Pandolfi, ritenuto vicino alle famiglie Abbinante e Abete. Le indagini sono state condotte con l’ausilio di una telecamera esterna azionata a mano dagli agenti e da diverse angolazioni, e l’installazione all’interno dell’abitazione di Imma Liquori, dirimpettaia della famiglia Pandolfi, di una microspia, che ha consentito di delineare il presunto ruolo della donna, la quale, oltre a custodire la sostanza stupefacente, presso la sua abitazione avrebbe ospitato le persone coinvolte nell’attività di spaccio. Inoltre, si è proceduto al fermo e controllo di diversi acquirenti, alcuni dei quali hanno anche rilasciato formali dichiarazioni sulle modalità di vendita dello stupefacente e sui ruoli nell’attività di spaccio degli indagati. Gli indagati avrebbero messo in atto un meccanismo quasi perfetto che avrebbe consentito loro di operare indisturbati per lungo tempo, smerciando stupefacenti di vario tipo, il tutto nelle vicinanze o all’interno delle loro abitazioni, presenti tutte nello stesso stabile. In varie circostanze, gli altri inquilini dello stabile avrebbero subito soprusi, angherie e minacce.

 

UN INDAGATO: “SIAMO PIU’ FORTI DI PRIMA” – “Siamo più forti di prima”. così uno degli arrestati si rivolge ad alcuni familiari prima di entrare nella volante della polizia davanti al commissariato. Una frase pronunciatadopo che una donna, lanciandosi tra le sue braccia, riesce a baciarlo prima di essere allontanata con la forza dagli agenti. L’uscita di tutti e otto gli arrestati è stata salutata con baci e urla da un folto numero di parenti e amici alcuni dei quali hanno anche immortalato il momento con i telefonini.

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