Terzigno e San Giuseppe, falsi documenti a cinesi: 7 arresti, anche amministratori locali

L’ipotesi di reato è associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso ideologico

I Carabinieri della compagnia di Torre Annunziata hanno eseguito tra Terzigno e San Giuseppe Vesuviano a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Nola, su richiesta della locale procura, nei confronti di 8 indagati, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso ideologico.
Tra gli arrestati (sette, tutti agli arresti domiciliari) anche alcuni amministratori locali. L’associazione per delinquere documentata nel corso delle indagini riguarderebbe corruttele finalizzate al rilascio di documenti di identità falsi a cittadini cinesi in cambio di beni o altre utilità. Nei confronti di un ttavo indagato è stata emessa la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

 

L’INDAGINE – Ci sono anche un consigliere comunale, una dipendente dell’ufficio Anagrafe e un vigile urbano di Terzigno tra le otto persone raggiunte da un’ordinanza di applicazione di misura cautelare – tra Terzigno e San Giuseppe Vesuviano. Secondo gli inquirenti, l’organizzazione era riuscita a far risultare residenti in soli 31 appartamenti circa 600 cittadini cinesi, anche con riferimento a immobili privi di qualunque requisito di abitabilità. Tutti gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso ideologico. Tre gli italiani coinvolti nell’inchiesta che ha il Comune di Terzigno al centro: Giovanni Tommasi, consigliere comunale di maggioranza; Francesco Del Giudice, agente di polizia municipale; Anna D’Ambrosio, dipendente comunale in servizio all’Anagrafe.  Le indagini presero il via nell’ottobre scorso, a seguito di un controllo a un cittadino cinese per determinarne l’effettiva residenza. Col passare dei mesi hanno poi assunto ”dimensioni tutt’affatto diverse – spiega in una nota il Procuratore della Repubblica, Paolo Mancuso – e dopo specifici, accurati e prolungati servizi di osservazione e acquisizione documentali, sono state supportate da attività tecniche d’intercettazione che sottoponevano a controllo numerose utenze d’interesse investigativo”. Per il procuratore di Nola, i risultati delle indagini ”andranno approfonditi anche in sedi diverse da quella giudiziaria” visto che ”sono stati acquisiti gravi elementi a dimostrazione dell’esistenza di un sodalizio criminale attivo nel comune di Terzigno, organizzato al fine di rilasciare carte d’identità in favore di cittadini stranieri, previa falsa attestazione della relativa residenza ed illecito percepimento di un corrispettivo in beni o altre utilità”. Ci sono altri cinque italiani indagati che avrebbero fornito una fittizia disponibilità in termini di alloggi ai cinesi, disponibilità risultata funzionale al rilascio della carta d’identità. Ora le indagini dovranno chiarire se tutti questi cittadini cinesi esistano realmente e se sì dove risiedono.

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