Sos Coronavirus, giovani medici rifiutano contratto a Napoli: “Si guadagna poco”

Selezionati 5 specializzandi in anestesia e rianimazione, in piena emergenza sanitaria. Se ne presentano 4: “Non veniamo, ci assumeranno altre regioni alle cifre che diciamo noi”. Il dg Asl Verdoliva: “Comportamento vile, pensano ai soldi invece di rispondere alla ‘chiamata in guerra'”

L’Asl Napoli 1 prova a reclutare cinque specializzandi in anestesia e rianimazione, in piena emergenza sanitaria. Se ne presentano solo quattro, i quali rifiutano il contratto: il compenso è inferiore alle loro aspettative. A sostenerlo è una nota protocollata del direttore generale Ciro Verdoliva, datata 20 marzo, indirizzata al governatore De Luca, alla direzione generale della Regione per la tutela della salute, e al prefetto di Napoli. Verdoliva non nasconde il suo sconcerto, nella comunicazione in merito “al rifiuto di essere assunti” dei dottori in erba, neppure specializzati. E però arruolabili, in nome di una fase drammatica, e del tutto straordinaria: come in guerra. Appena tre giorni fa, l’Asl aveva trasmesso una nota relativa all’acquisizione di specializzandi di Anestesia e Rianimazione, ossia studenti iscritti al quarto anno della scuola, per fronteggiare l’emergenza Covid-19. “Si comunica che dei cinque nominativi trasmessi, di cui all’allegato – spiega il dg -, si sono presentati in data odierna solo quattro unità. (…). I quattro specializzandi non hanno accettato l’incarico evidenziando che il trattamento economico riconosciuto
è inferiore alla loro aspettativa che è quella di essere pagati per ogni singola ora di lavoro”. Insomma, i giovani medici si tirano indietro. Una questione di principio: lo stipendio sarebbe di circa 1500 euro mensili. L’azienda sanitaria aveva proposto un’assunzione immediata, con decorrenza 21 marzo, garantendo un contratto di lavoro autonomo di durata semestrale. Il compenso era pari alla differenza tra quanto percepito per l’attività di Specializzazione e il trattamento economico fondamentale, come previsto dall’ultimo contratto nazionale dell’Area Sanità per Dirigente Medico di analogo profilo, vigente dallo scorso dicembre. “Come da indicazioni – specifica la nota – per le vie brevi dell’Area generale regionale tutela della salute”. Ma evidentemente non va bene ai giovani camici bianchi. Ancora più avvilente sarebbe la risposta fornita all’Asl Napoli. “Sono molto amareggiato e dispiaciuto che – confessa Verdoliva, derogando ad ogni stile burocratico – in un momento difficile per il nostro Paese tali lavoratori – che rappresentano con la loro professionalità una categoria indispensabile a vincere la “guerra” contro il COVID- 19 – anziché “correre alle armi” pongono una questione economica “al rialzo” rispetto all’offerta adeguata a quanto percepiscono i dirigenti anestesisti già in servizio da anni, e respinta affermando che “tanto a noi ci assumono le altre regioni e ci pagano quanto vogliamo””. Il manager chiude la nota sfogandosi: “Rimetto alle SS.VV. ogni valutazione conseguenziale oltre alla commiserazione per tale vile e vergognoso comportamento di tali “professionisti” che dovrebbero rappresentare il “futuro” del nostro Paese”. Decisamente beneaugurante.


Gianmaria Roberti

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