Nota inviata al presidente della Regione Roberto Fico e all’assessore Claudia Pecorato: “Così il polo ambientale rischia il collasso”
È la Segreteria provinciale di Napoli del sindacato autonomo Confintesa a portare nuovamente alla ribalta le criticità che, da anni, caratterizzerebbero la gestione di SMA Campania, società partecipata della Regione e fulcro del cosiddetto Polo Ambientale regionale.
Con una nota formale inviata al Presidente della Giunta regionale Roberto Fico e all’Assessore regionale all’Ambiente Claudia Pecorato, Confintesa denuncia una situazione definita “gravemente compromessa”, chiedendo un intervento immediato degli organi politici e di controllo.
Fusione incompiuta e contratti mai armonizzati
Al centro delle contestazioni vi è il mancato rispetto della Legge Regionale Campania 27/2019, che disciplinava la fusione tra SMA Campania e CAS e prevedeva l’armonizzazione dei contratti di lavoro.
Secondo Confintesa Napoli, a distanza di anni dalla fusione, non esiste alcun allineamento contrattuale, nonostante la legge imponesse tempi e modalità precise. Una omissione che sarebbe stata evidenziata anche da IFEL Campania, senza che la Regione sia mai intervenuta in modo risolutivo.
Disparità economiche tra lavoratori
Il sindacato segnala inoltre forti discriminazioni salariali tra dipendenti provenienti da SMA e quelli ex CAS.
La Procura Generale della Corte dei Conti, con un invito a dedurre, avrebbe già confermato l’esistenza di superminimi mensili fino a circa 1.500 euro riconosciuti a parte del personale SMA tramite procedure conciliative. Una disparità che, a parità di ruolo e mansioni, viene definita “ingiustificabile” e potenzialmente dannosa per l’erario.
Vertici aziendali costosi e governance opaca
Altro capitolo critico riguarda la struttura apicale della società: un Amministratore Unico, un Direttore Generale e due dirigenti, per un costo stimato di circa mezzo milione di euro l’anno.
Confintesa contesta l’assenza di risultati concreti, la mancanza di trasparenza sugli incarichi e la pubblicazione di un nuovo organigramma senza confronto sindacale e senza criteri oggettivi basati su titoli ed esperienze.
Non chiarita, inoltre, la durata dell’incarico del Direttore Generale, bandito dalla Regione per un triennio con scadenza nel 2026 ma, secondo quanto risulta dal sito aziendale, prorogato fino al 2027. Una estensione che, secondo il sindacato, non sarebbe legittima.
Accumulo di incarichi e compensi
Nel mirino anche l’assegnazione di più incarichi allo stesso dirigente, in particolare al Direttore Tecnico, che cumulerebbe funzioni operative e gestionali, alcune accompagnate da incentivi economici non pubblicizzati. Confintesa si chiede se tali compensi siano compatibili con il principio di onnicomprensività dello stipendio dirigenziale, paventando nuovi profili di danno erariale.
Esternalizzazioni e spese discutibili
Nonostante la presenza di professionalità interne, la società avrebbe fatto ricorso a esternalizzazioni per oltre 100 mila euro negli ultimi mesi, inclusi incarichi legali e la funzione di Responsabile della Sicurezza (RSPP). Una scelta che il sindacato ritiene incomprensibile, vista la presenza di personale interno formato e già inquadrato per tali ruoli.
Commesse ferme e fondi pubblici inutilizzati
Preoccupante anche la situazione delle commesse operative, molte delle quali risultano ferme:
- difesa del suolo;
- polizia idraulica;
- mezzi acquistati dalla Regione e inutilizzati da mesi;
- il progetto regionale per l’incremento del compostaggio di comunità, finanziato con circa 20 milioni di euro, che secondo Confintesa sarebbe ostacolato da scelte gestionali dei vertici.
Ricadute sui lavoratori e rischio contenziosi
Le criticità gestionali avrebbero effetti diretti sui lavoratori, in particolare sugli operai, con ripercussioni su contribuzione agricola e ammortizzatori sociali, oltre a situazioni di inattività in alcune sedi aziendali.
Infine, il sindacato segnala un addendum al regolamento sulle progressioni verticali che consentirebbe l’accesso alla dirigenza senza concorso, superando i limiti previsti dallo statuto. Una modifica che, secondo Confintesa, sarebbe di competenza esclusiva della Regione Campania e non dell’Amministratore Unico.
La richiesta alla Regione
Con la nota inviata a Roberto Fico e Claudia Pecorato, la Segreteria provinciale di Napoli di Confintesa chiede un incontro urgente, verifiche immediate e l’attivazione degli organi di controllo. In assenza di risposte, il sindacato non esclude azioni di protesta e la trasmissione di un dossier dettagliato alla Corte dei Conti regionale.
Ciro Crescentini
