Trecento alunni coinvolti, stop ai doppi turni. Atteso un piano del Comune nelle prossime ore
Nessuna svolta immediata dal vertice tenutosi a Palazzo San Giacomo, ma il confronto lascia aperta la porta a una possibile soluzione a breve termine. Sulla complessa vicenda della scuola “De Filippo” di Ponticelli, occupata da giorni da un gruppo di mamme, dalle istituzioni filtra un cauto ottimismo.
Il faccia a faccia tra la dirigente scolastica Concetta Stramacchia e l’assessora comunale all’Istruzione Maura Striano non ha prodotto la tanto attesa fumata bianca. Tuttavia, da entrambe le parti si parla di un clima costruttivo e della volontà di arrivare rapidamente a una soluzione che consenta agli alunni di tornare in classe.
La questione riguarda circa trecento studenti e coinvolge entrambi i plessi dell’istituto. In uno, i servizi igienici risultano inutilizzabili; nell’altro, invece, manca ancora il certificato che attesti la conclusione dei lavori di ristrutturazione. Proprio queste criticità hanno spinto alcune mamme a occupare uno degli edifici scolastici, rifiutando l’organizzazione delle lezioni su doppi turni in un altro istituto del quartiere, giudicato però in condizioni non migliori.
«Non possiamo accettare soluzioni tampone che espongano i nostri figli a disagi e rischi», è la posizione ribadita dalle mamme, che chiedono interventi definitivi e tempi certi.
Un nuovo incontro tra Concetta Stramacchia e Maura Striano è già fissato per mercoledì pomeriggio. Per quella data, il Comune dovrebbe presentare un quadro più chiaro degli interventi previsti. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire nel più breve tempo possibile la ripresa regolare delle attività didattiche.
Sulle modalità concrete dell’eventuale sblocco, però, resta il massimo riserbo. Nessuna anticipazione viene fornita né dalla dirigenza scolastica né dall’assessorato, segno di una trattativa ancora in corso.
Intanto la protesta non si ferma. Le mamme hanno annunciato che l’occupazione proseguirà senza una scadenza prefissata. «Andremo avanti finché non verrà messo un punto definitivo alla vicenda», fanno sapere, chiarendo che solo la messa in sicurezza degli edifici e il ritorno alla normalità potranno segnare la fine della mobilitazione.
Ciro Crescentini
