Lettera aperta dell’organizzazione europea a Comune e Regione: chiesta la conferma dell’Azienda Speciale e il rinnovo della concessione per 30 anni.
L’ipotesi di trasformare Acqua Bene Comune (ABC) Napoli da Azienda Speciale di diritto pubblico a Società per Azioni (SpA) di diritto privato non è più solo una questione locale, ma un caso di rilevanza continentale. Con una lettera aperta datata 20 agosto 2026, l’European Water Movement (EWM) — la rete europea dei movimenti per l’acqua pubblica nata a Napoli nel 2011 proprio sulla scia del referendum sull’acqua — ha espresso il proprio sconcerto e la propria contrarietà di fronte all’eventualità che lo status giuridico dell’azienda acquedottistica partenopea possa essere modificato.
La missiva, indirizzata ufficialmente al Comune di Napoli (all’attenzione del Sindaco Gaetano Manfredi e del Consiglio Comunale) e alla Regione Campania (all’attenzione del Presidente Roberto Fico), chiede a chiare lettere di fermare qualsiasi tentativo di privatizzazione o privatizzazione “strisciante” e di procedere immediatamente al rinnovo della concessione dei servizi idrici.
Smontare il falso mito dei vincoli di legge
Uno dei punti centrali del documento dell’European Water Movement smonta la narrazione tecnica spesso utilizzata per spingere verso la Spa. L’EWM sottolinea come né il quadro normativo dell’Unione Europea né quello italiano vietino minimamente l’esistenza delle aziende speciali di diritto pubblico, né tantomeno impediscano il rinnovo diretto delle concessioni già in essere per questa tipologia di enti.
Per dimostrare la praticabilità di questo modello, l’appello guarda a quanto avviene oltre confine. In Francia, ad esempio, l’equivalente dell’azienda speciale italiana è la «régie à autonomie financière et personnalité morale». Sempre più municipalità transalpine — tra cui grandi metropoli come Parigi, Montpellier e Lione — scelgono la gestione pubblica diretta tramite régies abbandonando le multinazionali private. Questa scelta di affidare il servizio idrico a soggetti pubblici viene peraltro costantemente confermata e rinnovata dai cittadini ad ogni elezione municipale.
I numeri della gestione: ABC funziona meglio delle SpA
L’European Water Movement mette in luce che non esiste alcuna giustificazione tecnica o economica per modificare lo stato giuridico di ABC Napoli. L’azienda speciale partenopea presenta infatti un esercizio più che soddisfacente sia sotto il profilo economico che per la qualità del servizio offerto.
Inoltre, lo statuto di ABC garantisce una reale partecipazione della cittadinanza e dei lavoratori, un elemento democratico irrinunciabile che verrebbe azzerato con la trasformazione in società per azioni. I dati dell’esperienza europea dimostrano che i risultati ottenuti in termini di contenimento dei prezzi e di qualità del servizio dalle régies pubbliche a Parigi, Montpellier e Lione sono nettamente superiori rispetto a quelli conseguiti da equivalenti aziende private o miste. Allo stesso modo, ABC garantisce risultati migliori rispetto a molte SpA pubbliche, private o miste operanti in Italia.
Il tranello della SpA “al 100% pubblica” e la concessione a 30 anni
Il punto cruciale dell’analisi dell’EWM riguarda i rischi nel medio e lungo termine insiti nel modello SpA. Da un lato, riconfermare lo stato giuridico di Azienda Speciale di diritto pubblico consente di rinnovare immediatamente la concessione del servizio per i successivi trent’anni, blindando l’acqua come bene pubblico e sottraendola alle oscillazioni di mercato.
Dall’altro lato, trasformare ABC in una SpA di diritto privato — anche se nell’immediato si mantenesse il 100% di proprietà pubblica — non garantisce affatto nel tempo la tenuta di una gestione totalmente pubblica e partecipata. La veste societaria di diritto privato risponde infatti al codice civile e alle logiche di mercato, esponendo il bene acqua alla mercificazione, al profitto e ai rischi di condizionamento da parte di interessi privati nel corso degli anni.
Ciro Crescentini
