Scuole, in Campania il fronte allarmista per nuove chiusure: sindacati sponda di De Luca

Le sigle confederali chiedono incontro urgente alla Regione sulle notizie di un presunto “alto tasso di contagiosità” nelle classi. L’associazione Scuole Aperte: “Non ci sono più scuse, ora si rientri al 100% in presenza”

La Campania riapre, le scuole campane, invece, vogliono chiuderle ancora. E i sindacati si schierano sempre nel fronte allarmista. Una sponda per il governatore De Luca, le cui ordinanze hanno stabilito il record nazionale di scuole chiuse. “Apprendiamo dagli organi di stampa che in molte scuole della Campania è presente un alto tasso di contagiosità – esordisce una lettera congiunta, firmata dalle segreterie regionali di Cgil, Cisl, Uil, Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola -, tale da far sospendere in via cautelativa l’attività in presenza di molte classi. Questo induce alcuni sindaci alla chiusura delle scuole del proprio comune e alcuni presidenti di municipalità di Napoli, come il presidente della VII Municipalità, di non riaprire le scuole proponendo per tutti la Dad”. La missiva è inviata a De Luca, all’assessore regionale all’istruzione, Lucia Fortini, al presidente dell’Anci Campania, Carlo Marino, e al direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Luisa Franzese. “Con la presente le scriventi OO.SS. chiedono un incontro urgente ai soggetti in indirizzo al fine di conoscere – spiegano i sindacati – l’effettivo andamento del contagio, riferito sia agli alunni che al personale delle scuole e il numero dei vaccinati del personale scolastico, distinto per prima e seconda dose. Inoltre si chiede, contestualmente, di conoscere quali interventi siano stati adottati per migliorare il trasporto dell’utenza scolastica nonché l’adeguamento degli spazi scolastici in relazione alle sopraggiunte esigenze di distanziamento sociale e se sia stato previsto un aggiornamento delle misure di sicurezza in considerazione delle conseguenze derivanti dalle nuove varianti”. La conoscenza di “tale situazione potrà consentire di valutare le scelte più idonee – prosegue la lettera – per garantire il contenimento del contagio e la fruizione del diritto scolastico, nonché salvaguardare il diritto alla salute per tutti gli attori coinvolti, studenti, personale scolastico e famiglie. Tale richiesta è promossa nell’interesse delle persone che le scriventi rappresentano e a tal fine si chiede che all’incontro siano presenti anche il presidente dell’Anci Campania e il Dg dell’Usr Campania, oltre all’unità di crisi campana”. Fin qui i sindacati. L’Associazione “Scuole aperte Campania” ha inviato a De Luca, Fortini e Franzese un’altra lettera a firma congiunta. A sottoscriverla, tutti i comitati aderenti a “Rete Nazionale Scuola in Presenza”, realtà di genitori, studenti e insegnanti favorevoli al rientro a scuola al 100% e attivi su tutto il territorio nazionale, per “chiedere con forza che ogni Regione faccia tutto quanto in suo potere affinché il Governo confermi nel provvedimento di prossima emanazione la decisione di riaprire tutte le scuole di ogni ordine e grado in presenza al 100%”.
Questo “perché i protocolli approvati ed applicati da settembre in tutti gli istituti scolastici in occasione della riapertura del nuovo anno scolastico – afferma una nota-, hanno avuto un riscontro positivo. I piani di rimodulazione dei trasporti sono stati approntati dai tavoli tecnici fin dal luglio scorso (2020) e le stesse Prefetture hanno coordinato i piani di riorganizzazione di rientro in sicurezza per tutte le scuole. Inoltre due decisive pronunce del Tar Lazio (numeri 1224/2021 del 26 febbraio 2021 e n. 1947/2021 del 26 marzo 2021) confermate dal Consiglio di Stato con decreto del 1 Aprile 2021 (num. 01777) hanno accertato, basandosi su solidi e ufficiali studi scientifici nazionali e internazionali, che le scuole non costituiscono luogo privilegiato di contagio né tantomeno lo amplificano, anche grazie al rispetto delle procedure di sicurezza”. A ciò, Scuole Aperte aggiunge che “circa il 75,5% degli insegnanti ha ricevuto la prima dose di vaccino”. Pertanto, l’associazione si aspetta “che il protocollo di sicurezza nelle scuole di prossima emanazione sia unico e applicabile indistintamente in tutti gli istituti scolastici del territorio italiano”. “Non ci sono più scuse – ribadisce la nota – per rinviare la riapertura delle scuole e non è più accettabile che eventuali ulteriori ritardi e inadempienze ricadano sugli studenti già gravemente penalizzati da ormai due anni scolastici, come in nessun altro paese europeo. Le nostre richieste hanno come unico scopo la tutela del diritto costituzionale allo studio, il bene dei nostri ragazzi e soprattutto quello dell’intero Paese, perché “solo la scuola può’ trasformare i sudditi in cittadini” come ha scritto Calamandrei. E “la scuola si fa a scuola””.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest