Negli Scavi della Regio IX ricostruita parte della volta affrescata di un’antica sala da banchetto. Un progetto innovativo permette di aggiungere nuovi frammenti man mano che proseguono gli scavi
Un capolavoro di pittura romana riemerge dagli Scavi di Pompei. Restaurato il soffitto a volta della Casa con Panificio della Regio IX: un progetto innovativo che restituisce una delle più raffinate decorazioni delle dimore pompeiane e apre nuove prospettive per la ricerca archeologica.
Un nuovo straordinario tassello della storia di Pompei torna a raccontare il lusso e la ricchezza artistica delle antiche dimore romane. Negli Scavi della città vesuviana è stato presentato il restauro del soffitto a volta di una sala da banchetto della Casa con Panificio della Regio IX, un intervento che ha restituito parte di una decorazione di eccezionale valore artistico e simbolico, dominata dal tema del matrimonio sacro tra Dioniso e Arianna.
La presentazione del restauro si è svolta nella Palestra Grande del Parco archeologico di Pompei, al termine del workshop internazionale Pompei: scavi e ricerche in corso, appuntamento che ha riunito università e istituzioni italiane e straniere impegnate nelle attività di ricerca all’interno del sito archeologico, con l’obiettivo di condividere i risultati delle più recenti campagne di scavo.
Un puzzle di migliaia di frammenti
L’intervento conservativo ha interessato i frammenti dell’antico soffitto, recuperati durante gli scavi nella Casa con Panificio. I reperti appartenevano al cenacolo, la sala destinata ai banchetti situata al piano superiore dell’abitazione, crollata durante l’eruzione del 79 d.C.
Proprio il ritrovamento dei frammenti nel punto esatto del crollo ha permesso agli archeologi di identificarne con precisione la provenienza e di avviare già durante le operazioni di scavo una paziente ricomposizione. Grazie a questo lavoro è stato possibile ricostruire oltre un quarto dell’intera decorazione originaria.
Il progetto, tuttavia, non rappresenta un punto di arrivo. Numerosi frammenti sono ancora in fase di studio e altri potrebbero emergere con il proseguimento delle indagini nella Regio IX, rendendo possibile un ulteriore ampliamento della ricostruzione.
Un restauro pensato per il futuro
Uno degli aspetti più innovativi dell’intervento riguarda il sistema progettato per sostenere i frammenti restaurati. Invece di utilizzare un tradizionale pannello piano, i restauratori hanno realizzato un supporto modulare capace di riprodurre fedelmente la curvatura originaria della volta. Una soluzione sviluppata parallelamente al restauro, perché solo la progressiva ricomposizione dei lacerti ha consentito di definire con precisione la forma dell’antico soffitto.
La struttura è stata concepita secondo i principi della reversibilità e della riconoscibilità del restauro contemporaneo, ma soprattutto con una caratteristica destinata a fare scuola: potrà essere aggiornata nel tempo, consentendo l’inserimento di nuovi frammenti senza compromettere quanto già ricostruito.
In questo modo il restauro diventa un processo aperto, capace di evolversi insieme alle future scoperte archeologiche.
Il trionfo di Dioniso
La decorazione restituisce uno straordinario apparato figurativo che testimonia l’elevatissimo livello raggiunto dalla pittura pompeiana. Attorno a un grande riquadro centrale si sviluppano eleganti edicole architettoniche, festoni vegetali ricchi di frutti e fiori, figure allegoriche delle stagioni, geni alati e una fitta successione di motivi ornamentali che restituiscono l’immagine di un ambiente destinato a stupire gli ospiti durante i banchetti.
Al centro della composizione emerge il tema della ierogamia, l’unione sacra tra Dioniso e Arianna.
Sebbene la scena sia giunta fino a noi solo in modo frammentario, il confronto con altre opere dell’antichità ha consentito agli studiosi di ricostruirne il significato: Dioniso è raffigurato disteso sul proprio carro mentre Arianna, seduta di fronte, suona un’arpa accompagnata da un erote citaredo. A trainare il carro sono due centauri musicisti, in una rappresentazione che celebra il dio del vino, del teatro e dell’estasi.
L’intero soffitto è attraversato da richiami al mondo dionisiaco: maschere teatrali, strumenti utilizzati per le libagioni, simboli rituali e decorazioni vegetali che rafforzano il legame con il culto della divinità.
Zuchtriegel: “Pompei è un laboratorio mondiale del restauro”
Il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ha sottolineato il valore scientifico dell’intervento, evidenziando come il sito continui a rappresentare un punto di riferimento internazionale nel campo della conservazione archeologica.
“L’Italia è leader mondiale nel restauro archeologico e Pompei, con il suo ufficio di restauratori, ne è un tassello centrale. Per questo siamo felici di condividere con tutto il mondo i risultati dei nostri progetti conservativi, che sono sempre anche occasioni di ricerca e confronto”, ha dichiarato.
Il 2026 nel segno di Dioniso
Il recupero del soffitto si inserisce nel programma culturale che il Parco archeologico di Pompei dedica nel 2026 al tema dionisiaco, fil rouge delle iniziative dell’anno. L’interesse per questo universo simbolico è stato alimentato dalle eccezionali scoperte emerse nella vicina Casa del Tiaso della Regio IX, dove tra il 2024 e il 2025 gli archeologi hanno riportato alla luce una monumentale megalografia raffigurante un corteo dedicato a Dioniso, considerata tra le più importanti rinvenute negli ultimi decenni.
Sarà proprio il culto del dio del vino a ispirare anche la seconda edizione di Esopop – Storie in Festival, intitolata Ecstatic Pompeii. Dal 28 agosto al 26 settembre 2026, ogni venerdì e sabato sera, gli spazi archeologici dell’area vesuviana ospiteranno spettacoli teatrali dal vivo in occasione delle aperture serali del Parco, con l’obiettivo di mettere in dialogo il patrimonio storico, la ricerca archeologica e la produzione culturale contemporanea.
Con questo nuovo restauro Pompei continua a dimostrare come ogni scoperta non rappresenti soltanto il recupero di un frammento del passato, ma l’inizio di un nuovo percorso di ricerca capace di riscrivere, tassello dopo tassello, la storia dell’antica città sepolta dal Vesuvio.

