Scuole, Campania: i genitori presentano ricorso al Tar contro la chiusura e sfidano lo “Sceriffo di Santa Lucia”

Una grande mobilitazione in difesa del diritto costituzionale allo studio

Contro l’assurdo furore antiscolastico del governatore della Campania, Vincenzo De Luca si mobilita il coordinamento scuole aperte. Stamattina è stato presentato un nuovo ricorso al Tar contro l’ordinanza che prevede la chiusura delle scuole fino al 14 marzo. Il ricorso che è stato presentato grazie ad una grande mobilitazione militante e, per sostenere le spese è stata promossa una grande sottoscrizione sui social media.

Il Coordinamento scuole aperte è intervenuto immediatamente sulla questione appellandosi di fatto ad una vicenda di qualche giorno fa. Il 24 febbraio la Corte Costituzionale, in merito un ricorso del governo contro la Valle d’Aosta, ha stabilito infatti che “spetta allo Stato. Non alle Regioni determinare le misure necessarie al contrasto della pandemia” ed ha specificato che ” il legislatore regionale non può invadere con una propria disciplina una materia avente ad oggetto la pandemia da Covid 19, diffusa a livello globale e perciò affidata interamente alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, a titolo di profilassi internazionale”

Una decisione che fa ben sperare i movimenti che si battono contro la didattica a distanza di poter vincere il ricorso alla giustizia amministrativa anche questa volta. Era accaduto infatti proprio qualche mese fa. Quando, a seguito di un ricorso, lo “sceriffo di Santa Lucia” fu costretto a cedere e a riaprire tutte le scuole. Poiché non sussistevano condizioni di emergenza tale da chiudere gli istituti. Chiusure indiscriminate. Addirittura,  si è proceduto a chiudere le scuole in alcuni paesi della Campania dove sono stati rilevate appena 5 persone positive. Tantissimi ragazzi che da circa un anno non sono quasi mai andati a scuola e la Regione Campania non ha fatto nulla per monitorare e sta destinando migliaia di ragazzi ad avere un gap generazionale nei confronti di loro coetanei di altri luoghi.

Intanto la Dad, la didattica a distanza continua a produrre danni ed effetti devastanti sui ragazzi. A rischio il diritto allo studio. Diritto costituzionale. La Dad ha significato un aggravio ulteriore del tasso di dispersione scolastica un rischio che in Campania è già ben al di sopra della media del Paese, raggiungendo addirittura il 17,3% della popolazione scolastica totale e il 31,9% per la popolazione scolastica delle scuole secondarie di secondo grado. Moltissimi ragazzi, più o meno piccoli, non partecipano alla didattica a distanza. Emerge una gravissima responsabilità politica, istituzionale e sanitaria della Regione che fino ad oggi non ha dato alcuna spiegazione se non alimentando e diffondendo il solito terrorismo sul contagio.

Tantissime le donne che hanno perso il lavoro per stare accanto ai figli che non vanno più a scuola.

Il neo-ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi dovrebbe assolutamente esprimersi su questi casi, intervenire contro una gigantesca violazione del diritto allo studio e imporre al governatore della Campania di rispettare le regole comuni sulla scuola.

Ciro Crescentini

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