Scuola, genitori e docenti: “Pronte le azioni di disobbedienza per difendere il diritto allo studio”

Giornate di mobilitazioni e di lotta in difesa del diritto allo studio

Si articolano le iniziative di lotta e le azioni di disobbedienza dei comitati e delle associazioni contro la decisione del governo Pd, Movimento 5 Stelle, Lega, Forza Italia guidato da Mario Draghi e le ordinanze di alcuni governatori di chiudere le scuole di ogni ordine e grado, i parchi, le piazze e i giardini. Lezione di disobbedienza: verso il 26 marzo. Eloquente una nota diffusa dall’associazione “Priorità alla scuola”.

Domani ricomincia il lockdown (adesso lo chiamano “zona rossa”) per le e i minorenni in quasi tutta Italia. Nelle piccole sacche che ancora sfuggono, si resta preoccupati in attesa, la condanna è attesa nel corso della settimana.“Corvéable à merci”: sottoponibile a qualunque corvée, sfruttabile a piacimento. Questa espressione francese, con quel rimando al diritto feudale, rende bene l’idea di come sono considerati i giovani in questo Paese – scrive Priorità alla scuola – Sono senza voce in capitolo, si può disporre di loro senza preoccuparsi che qualcuno alzi la testa. Dovranno espiare la colpa di essere giovani in uno dei Paesi più anziani del mondo?Insieme alle scuole chiudono i parchi, chiudono le piazze. La società, come si sa, è una costruzione: già traballava per molte ragioni, ora la sua definitiva demolizione è a un punto che temiamo irreversibile.Negli ultimi giorni ci hanno scritto in molti, alternando sfoghi, proposte, incredulità, idee, dati. Tra questi ultimi ne peschiamo qualcuno.

Significati i dati forniti dall’associazione“In Umbria gli studenti delle superiori più fortunati hanno fatto 19 giorni di scuola in presenza: nemmeno di fila, ma in quattro rate – continua il documento di Priorità alla Scuola – Le medie sono state chiuse per tre mesi da settembre, le elementari più di un mese.Una docente di una scuola in provincia di Napoli scrive: siamo in DAD dal marzo 2020, con l’eccezione di tre settimane, diluite tra settembre 2020 e febbraio 2021.In Emilia-Romagna chiudono i nidi e le materne con una percentuale di contagi pari all’1,1%. In Lombardia i nidi vengono chiusi nonostante i contagi a febbraio siano stati lo 0,38%, 29 su un campione di 7708 bambini.A Prato, su 41 sezioni dei nidi, c’è mezza “bolla” in quarantena; tra infanzia e primaria ci sono 14 classi in quarantena su 509 classi totali. Ad Arezzo, secondo i dati diffusi dal provveditore agli studi, la percentuale di contagiati nelle scuole è pari allo 0,3%.

Emergono molte contraddizioni – “Ci chiedete dove prendiamo questi dati? Che cosa ci dicono della situazione generale? Quanto “coprono”, che attendibilità hanno? Sono le domande che facciamo anche noi alle istituzioni e alle autorità pubbliche dall’inizio della pandemia – evidenzia l’associazione – L’opacità nell’uso dei dati è una delle costanti di questi ultimi dodici mesi. Quello che noi denunciamo è che cambia il governo, cambiano gli arbitri, cambiano i parametri, ma il risultato non cambia: la scuola viene chiusa per scelta politica; se i conti non tornano, vengono fatti tornare – cambiando parametri, scegliendo soglie arbitrarie, trasferendo il conteggio dal settore scuola alla società intera – in modo che la scuola chiuda sempre – sottolinea Priorità alla scuola – Strega comanda color e la scuola e i minorenni pagano per tutti.Assistiamo indignati al gesto ipocrita di chiudere l’unico luogo dove sono effettive le azioni di screening, tracciamento, quarantena. Qualsiasi dato avremo a disposizione, un’autorità superiore ce lo ritorcerà contro, per una precisa scelta politica.Lezione numero 1: cambiando l’ordine dei fattori, il risultato non cambia: la scuola chiude.Lezione numero 2: ci sono bambini e bambine che hanno lasciato dei cartelli davanti alle loro scuole appena chiuse, nei giorni scorsi: “noi le regole le abbiamo rispettate”.

Pronta la mobilitazione e le azioni di disobbedienza civile – “Speriamo che questi bambini, i loro genitori, i loro insegnanti ne ricavino qualcosa da mettere nel programma di educazione civica, un consiglio che viene da una lunga e nobile tradizione: di fronte a un potere arbitrario e oppressivo, ci rifiutiamo di obbedire – annuncia l’associazione – Da lunedì, c’è una vasta zona rossa da forzare: con presidi, lezioni all’aperto, proteste di ogni genere di fronte all’accanimento – se la Dad è riconosciuta fonte di danni psicofisici, rimettere tutti in Dad che cosa significa se non accanimento? Tanti gesti individuali, di piccoli gruppi, di gruppi sempre più larghi. Fino alla manifestazione del 26 marzo: che sia un segnale di disobbedienza, di rifiuto, di astensione, uno sciopero sindacale e sociale di tutte e tutti – bambini, bambine, ragazze, ragazzi, genitori, insegnanti, tutti e tutte coloro che pensano che tutto va ma non va non va non va. Vogliamo ciò che ci spetta, lo vogliamo perché è nostro, ci aspetta.

Sospensione di dieci giorni per i ragazzi che protestarono – “A fine febbraio vi avevamo segnalato quanto accaduto al liceo Vico di Napoli: Luca, Beatrice e Gabriele erano sotto processo di fronte al Consiglio d’istituto per aver partecipato all’occupazione della loro scuola il 27 gennaio 2021 – dichiara l’associazione – Con raccomandata datata 10 marzo, hanno ricevuto la sentenza: 10 giorni di sospensione, commutati in obbligo di frequenza abbinati a un’attività utile all’interno della scuola. Alla pena esemplare non manca il sarcasmo: sarà eseguita quando la scuola ricomincerà in presenza; e, come si sa, al momento in presenza si fanno solo le prove Invalsi – conclude la nota – Fine pena mai”.

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