Saviano condannato per il “copia e incolla”: dovrà restituire parte dei profitti incassati per “Gomorra”

Lo scrittore sedicente democratico reagisce in modo sprezzante, continuando ad insultare e criminalizzare giornali e giornalisti

Nuova mazzata giudiziaria  per Roberto Saviano. Il  ricco professionista dell’anticamorra  dovrà restituire gli utili incassati dalle enormi vendite del libro “Gomorra” in modo proporzionale alle stesse. Il riarcimento del danno alla società Libra Editrice per il plagio di tre articoli di cronaca tratti dal “Corriere di Caserta” e “Cronache di Napoli” e inseriti nel best seller  edito da Mondadori, secondo la Corte di Appello deve tener conto dell’enorme successo che ha avuto il libro e sarà proprio in quella sede che si dovrà quantificare un congruo risarcimento.

I giudici hanno condannato Saviano perché  copiò, senza citarli, alcuni giornalisti che avevano scritto articoli su Cronache di Napoli e Cronache di Caserta. Una verità emersa in  diverse sentenze. Ora  lo scrittore dovrà sborsare una somma consistente per avere utilizzato il “copia e incolla” nel redigere “Gomorra”, da cui è stata anche tratta una fiction televisiva che ha profondamente peggiorato il clima sociale e culturale sui territori di Napoli e Provincia  infondendo pillole di sacralità ai boss camorristici emulati dalle nuove generazioni di malavitosi.

Lo scrittore sedicente democratico ha reagito in modo sprezzante,  continuando ad insultare Cronache di Napoli e Cronache di Caserta: “Mi facevano talmente schifo quelle due testate  che non ho voluto macchiare la mia penna facendo i loro nomi –  scrive il professionista dell’anticamorra su Facebook – Quotidiani che hanno agito da megafono dei clan” .

La direttrice di Cronache di Napoli e Cronache di Caserta, Maria Bertone

Significativo il commento di Maria Bertone, direttrice di Cronache di Napoli e Cronache di Caserta: “Siamo su tutti i giornali, stamattina. Non è scontato, più di 10 anni fa, quando questa storia è cominciata, nessuno osava mettersi contro il pensiero precostituito. Certo, oggi qualcuno ancora resiste, ma almeno c’è un interesse – economico – e va bene così. E’ più dignitoso che farlo perché si è pecore” – sottolinea Bertone.

La direttrice è molto critica con  alcune agenzie di stampa per avere ignorato la sentenza.

Sapete chi non pubblica le notizie relative al plagio degli articoli di Cronache da parte di Roberto Saviano? L’Ansa, perché non siamo abbonati ai suoi carissimi servizi preferendo altre agenzie di stampa, e Fanpage, che da quando ha stipulato una partnership con Saviano si guarda bene dal dare notizie che possano metterlo in cattiva luce – afferma Bertone –  Eppure, all’epoca della condanna in primo grado, pubblicò integralmente la sentenza, consapevole del peso della notizia. Forse con gli anni l’interesse si è sgonfiato? Non mi sembra, a giudicare dalle parole che un suo “dipendente” (collega mai nella vita, lavoratore non mi pare) si è preso la briga di dedicarmi sotto al post che stamattina Robertino ha confezionato per noi. Ma vabbè, so’ ragazzi, vanno capiti… “Mamma, Ciccio mi tocca”, e scatta la rappresaglia”.

Intanto, non posso fare a meno di sottolineare la poca dimestichezza del Nostro con la giustizia, la legge e tutto ciò che la riguarda – sottolinea ancora Bertone – Non sapevo che il gip, giudice per le indagini preliminari) scrivesse sentenze (“non ha autonomi poteri di iniziativa probatoria, ma provvede solo su istanza di parte, non dispone di un proprio fascicolo”), anche perché a me non è mai stato recapitato niente del genere, la vorrei tanto leggere questa carta che mi dà della “contigua alla camorra”.

Storia infinita? – conclude Bertone –  Quella del plagio assolutamente conclusa, se ne faccia una ragione. Ma in tribunale ci rivediamo sicuro, Robé. Sicuro come le tue lagne del giorno dopo”.

CiCre

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