Sant’Anastasia, artisti nel ricordo della strage operaia della Flobert

L’11 aprile 1975 saltò in aria la fabbrica di munizioni per armi giocattolo e fuochi d’artificio, causando la morte di dodici operai. L’omaggio del Collettivo Operaio Nacchere Rosse e di Marcello Colasurdo

Per Sant’Anastasia l’undici aprile è data che si colora di commemorazione, di lutto, e se si vuole, di rabbia. L’11 aprile 1975, alle 13.25, contrada Romani, la fabbrica di munizioni per armi giocattolo e fuochi d’artificio Flobert esplode causando la morte di dodici operai; l’età compresa è tra i venti e i quarant’anni. Le indagini appureranno che alcuni degli operai lavoravano in nero. Il ricordo dunque non va perduto, e oggi a quarantuno anni di distanza, il Collettivo Operaio Nacchere Rosse, costituitosi all’epoca, e Marcello Colasurdo, storica voce del gruppo operaio degli E’ Zezi, formatosi proprio in quel periodo tra le mura dell’ Alfa Sud di Pomigliano d’Arco, sono stati presenti questa mattina al cimitero di Sant’Anastasia, per ricordare le vittime che quel giorno persero la vita. La sensibilizzazione alle tematiche di sfruttamento, morti bianche, lavoro in nero, disoccupazione, criminalità, mancanza di sicurezza, l’assenza istituzionale è da sempre al centro del loro impegno.

Lo stesso gruppo insieme alla storica formazione E’ Zezi scrissero un famoso brano intitolato “A Flobert” (Tammurriata dell’Alfasud):” E chi và ‘a faticà pur’ ‘a morte addà affruntà murimm’ ‘a uno ‘a uno p’e colpa ‘e ‘sti padrune”.

(Foto Collettivo Operaio Nacchere Rosse/Fb) 

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