Il provvedimento basato sulla presunta sproporzione fra la capacità reddituale di Vincenzo Carfora e del nucleo familiare e le le effettive disponibilità patrimoniali e finanziarie

Fu arrestato nel febbraio di un anno fa insieme ad altre due persone, nell’ambito di un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, con le accuse di usura, estorsione e riciclaggio aggravati dal metodo mafioso. Gli inquirenti contestavano che, tra il 2005 e il 2009, gli indagati avessero erogato prestiti ad imprenditori in difficoltà residenti tra San Felice a Cancello e Montesarchio, nelle province di Caserta e Benevento. Beni mobili e immobili per un valore di 3 milioni di euro, tra cui quaranta fabbricati, sei terreni e somme per 185mila euro, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Caserta all’imprenditore Antonio Carfora, di 55 anni. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della locale procura. Il sequestro di prevenzione disposto si fonda sulla presunta, consistente sproporzione fra la capacità reddituale di Carfora e del suo nucleo familiare e le effettive disponibilità patrimoniali e finanziarie a questi riconducibili. In particolare, il provvedimento eseguito nei confronti dell’imprenditore di Santa Maria a Vico ha riguardato 40 fabbricati (tra cui 5 a destinazione commerciale) tra Santa Maria a Vico e San Felice a Cancello, 6 terreni per una estensione di 15.000 mq circa, un’autovettura di lusso, disponibilità finanziarie per 185.000 euro, quote di partecipazioni di una società immobiliare e di un’azienda operante nel settore della compravendita di abiti da cerimonia.

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