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Sanità, i campani scappano per farsi curare in altre regioni

Redazione by Redazione
31 Luglio 2019
in Campania, Notizie correlate
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Il report della Fondazione Gimbe sulla mobilità sanitaria interregionale 2017: la Campania registra il peggior saldo negativo (-323 milioni di euro) e il secondo più alto indice di fuga, a causa della scarsa “attrattività” del servizio sanitario regionale. Ogni residente ha un debito virtuale da 55 euro

I dati sono del 2017, ma lo scenario appare drammaticamente attuale. Mobilità sanitaria interregionale, la Campania registra il peggior saldo negativo e il secondo più alto indice di fuga. I conti della sanità campana sono risanati, certo. Ma a prezzo di tagli insopportabili per l’utenza, spesso costretta a farsi curare in altre regioni, quando può. E se non può, deve accontentarsi dell’esistente. Il quadro negativo, non inedito, emerge dal report della Fondazione Gimbe.

IL VALORE DELLA MOBILITÀ
 Secondo i dati dell’Osservatorio Gimbe, nel 2017 il valore della mobilità sanitaria ammonta a 4.578,5 milioni di euro. Maglia nera la Campania (-€ 323.408.811 milioni). Tra le regioni attrattive primeggia, invece, la Lombardia (€ 804.589.602). Da questi numeri differiscono i saldi approvati dall’Intesa Stato-Regioni, del 6 giugno 2019, “in quanto – spiega il report – contabilizzano gli accordi sui conguagli e partite regolatorie rimaste in sospeso relativi agli anni precedenti”. Ma poco cambia per la Campania: è sempre fanalino di coda tra le regioni (-€ 318.029.082). La mobilità costituisce “una percentuale apparentemente contenuta (4%) della spesa sanitaria totale (€ 113.131 milioni), ma – specifica l’Osservatorio Gimbe – che assume particolare rilevanza per tre ragioni fondamentali. Innanzitutto, per l’impatto sull’equilibrio finanziario di alcune Regioni, sia in saldo positivo (es. Lombardia + € 784 milioni), sia in saldo negativo (es. Calabria -€ 281 milioni; Campania -€ 318); in secondo luogo, per la dispersione di risorse pubbliche e private nelle Regioni con offerta carente di servizi; infine, per l’aumento di prestazioni inappropriate in particolare nelle strutture private accreditate”.
L’INDICE DI FUGA
La mobilità sanitaria passiva fotografa le prestazioni erogate ai cittadini fuori della Regione di residenza. «In termini di performance – chiarisce il rapporto – esprime il cosiddetto “indice di fuga” e in termini economici identifica i debiti di ciascuna Regione». Le sei Regioni con maggiore indice di fuga generano debiti per oltre 300 milioni di euro: in testa Lazio (13,2%) e Campania (10,3%), le quali insieme contribuiscono a circa un quarto della mobilità passiva. Non a caso, parliamo di due regioni con la sanità commissariata. “Un ulteriore 28,5% – afferma lo studio – riguarda Lombardia (7,9%), Puglia (7,4%), Calabria (6,7%), Sicilia (6,5%). Il restante 48% della mobilità passiva si distribuisce nelle rimanenti 15 Regioni». Secondo il report, «i dati della mobilità passiva documentano differenze più sfumate tra Nord e Sud”. Nel dettaglio, “se quasi tutte le Regioni del Sud hanno elevati indici di fuga, questi sono rilevanti anche in tutte le grandi Regioni del Nord con elevata mobilità attiva: Lombardia (-€ 362,3 milioni), Piemonte (-€ 284,9 milioni), Emilia Romagna (-€ 276 milioni), Veneto (-€ 256,6 milioni) e Toscana (-€ 205,3 milioni). Verosimilmente questo documenta specifiche preferenze dei cittadini agevolate dalla facilità di spostamento tra Regioni del Nord con elevata qualità dei servizi sanitari (cd. mobilità di prossimità)”. Viceversa, la mobilità attiva concerne le prestazioni erogate da ciascuna Regione ai cittadini non residenti. In termini di performance rispecchia il cosiddetto “indice di attrazione”, e in termini economici si traduce nei crediti esigibili da ogni Regione. La Campania, conseguentemente, non si situa fra le Regioni con la quota di crediti più elevata (€ 149.898.332). “Le 6 Regioni con maggiori capacità di attrazione – stima il report – vantano crediti superiori a € 200 milioni: in testa Lombardia (25,5%) ed Emilia Romagna (12,6%) che insieme contribuiscono ad oltre 1/3 della mobilità attiva. Un ulteriore 29,2% viene attratto da Veneto (8,6%), Lazio (7,8%), Toscana (7,5%) e Piemonte (5,2%)”.
IL SALDO PRO-CAPITE
Ogni cittadino campano ha un debito virtuale di 55 euro, a causa della mobilità sanitaria. Il dato però non è il più basso in assoluto. “Da segnalare tre dati rilevanti – sottolinea l’Osservatorio Gimbe – a seguito della ricomposizione della classifica per saldi pro-capite di mobilità sanitaria. Innanzitutto, si riducono notevolmente le differenze tra le prime tre Regioni nel saldo pro-capite (Lombardia: € 78; Emilia Romagna:€ 69; Molise: € 65); in secondo luogo, il Molise conquista il podio nella classifica per saldo pro-capite; infine, la Calabria, penultima per saldo prima della Campania, precipita in ultima posizione con un saldo pro-capite negativo di € 144, circa 3 volte quello della Campania (€ 55) e di poco inferiore alla somma del saldo pro-capite positivo di Lombardia ed Emilia Romagna (€ 147)”.
Gianmaria Roberti
Tags: Campaniafondazione gimbemobilità sanitaria
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