Sanità campana, piano ospedaliero da riscrivere. Giallo Lea “lievitati” in un mese

Tavolo tecnico al ministero dell’economia, il governo prescrive correzioni al riordino. La Regione annuncia che entro una settimana sarà inviata una versione conclusiva. Ma senza spiegare cosa ci sia da rifare

La Campania dovrà ripresentare il piano ospedaliero al tavolo tecnico del ministero dell’economia. Lo spiega, tra le righe, una nota regionale. Viceversa, la stessa nota annuncia raggiante il “salto in avanti” nei Lea del 2017. Un dato su cui, però, c’è un giallo: un mese fa, Palazzo Santa Lucia aveva fornito cifre più basse, riguardo i livelli essenziali di assistenza. Stima prudenziale o miracolosa levitazione? Di certo, a denti stretti la Regione comunica che presenterà un “versione conclusiva” del Piano Ospedaliero “entro una settimana”. Un garbato eufemismo per dire che la versione attuale non soddisfa il governo, dopo l’ultima riunione sugli adempimenti trimestrali. Cosa ci sia da cambiare, tuttavia, la Regione non lo lascia intendere. La nota diramata oggi, invece, sembra una marcia trionfale. “Proporremo nella redazione finale del Piano Ospedaliero un rilevante aumento di Dea di I Livello” dichiara tonitruante il governatore De Luca. E il nuovo riordino sarà inviato entro i fatidici 7 giorni “al fine di ottenere l’approvazione definitiva entro dicembre. Questo consentirà di non bloccare i programmi relativi alle assunzioni di personale e di procedere a ulteriori stabilizzazioni di personale precario”. Avete letto bene: la velocità è il mantra della sanità campana. “De Luca – si aggiunge – ha sollecitato anche il rapido sblocco del programma di edilizia ospedaliera relativa all’articolo 20, al di là dei grandi progetti, per consentire a decine di strutture ospedaliere di intervenire in tempi immediati”.

 

Rapidità, immediatezza: è un vorticare di iniziative, insomma. E tanto turbinare porta ad elevare perfino i Lea, la bestia nera della sanità campana. “Nel corso della riunione -racconta la Regione – è stato certificato che nel 2017 è stato compiuto un vero e proprio salto in avanti nei livelli di assistenza. Da 106 punti nel 2015 la Campania ha raggiunto i 152 punti nel 2017”. La curiosità è che, il 18 ottobre, la stessa Regione riferiva di essere “prossimi al valore soglia di 150 punti” nel 2017. Ma l’exploit è solo il preambolo per precisare che “La Regione ha ribadito la propria richiesta, già formalizzata la scorsa estate, di fuoriuscita dal piano di rientro e di approvazione entro dicembre del piano triennale di accompagnamento previsto per le Regioni che fuoriescono dal commissariamento”. Peccato, però, che 152 punti sarebbero ancora sotto la soglia minima richiesta, fissata sopra i 160. Certo, il range può abbassarsi ad una forchetta tra 140 e 160, nel caso non si consideri critico nemmeno uno dei 32 indicatori, di cui si compone la griglia Lea. Ma sono dettagli, in fondo, nel giorno in cui al Cardarelli scoppia un rogo (senza feriti), originato da una cabina elettrica al piano terra del Padiglione T.

 

CIARAMBINO: “BOCCIATO IL PIANO DI DE LUCA” – “Avremmo voluto anche noi una sanità regionale risanata nei conti, con presidi ospedalieri efficienti, livelli di assistenza adeguati, tempi di intervento ottimali, nessuna carenza di personale e uno sbiadito ricordo di barelle parcheggiate in corsia. Nulla di tutto questo viene oggi garantito con piano ospedaliero presentato questa mattina al tavolo nazionale del Ministero dell’Economia e bocciato senza appello”. Così Valeria Ciarambino, consigliera regionale del M5s. “Bocciato sui Lea, ancora sotto i livelli di sufficienza – afferma-, bocciato sul piano degli interventi di ammodernamento strutturale e tecnologico delle strutture sanitarie, che resta sospeso in attesa di una programmazione coerente e studi di fattibilità. Dietro le dichiarazioni entusiastiche di De Luca si nasconde un’altra verità. Ovvero, che il suo piano è stato rispedito al mittente, con la prescrizione di ripresentarlo entro una settimana”.

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