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San Giorgio a Cremano, inchiesta sugli appalti del Comune: 6 arresti, sindaco indagato

Redazione by Redazione
23 Ottobre 2015
in Campania, In Primo Piano
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Tra i reati ipotizzati l’associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta

SAN GIORGIO A CREMANO – Bufera sul Comune di San Giorgio a Cremano. Sei persone sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari eseguita dagli agenti del locale Commissariato. Perquisizioni eseguite nei confronti del sindaco Giorgio Zinno e del predecessore Mimmo Giorgiano, entrambi del Pd e destinatari di un avviso di garanzia. . Tra i reati ipotizzati dall’inchiesta della Procura di Napoli ci sono l’associazione per delinquere, la corruzione e turbativa d’asta.

 

L’INDAGINE –  I sei arrestati sono quattro funzionari e dirigenti del settori lavori pubblici del Comune di San Giorgio a Cremano e due imprenditori edili, l’amministratore e il direttore tecnico e responsabile di due società. Nel corso delle operazioni sono state eseguite diverse perquisizioni locali, sia presso le abitazioni di indagati, sia presso gli uffici comunali. Le indagini sono nate dalle dichiarazione di una persona a conoscenza dei presunti meccanismi illeciti nel settore dei lavori pubblici del Comune, e si sono avvalse di intercettazioni, riscontri documentali e attività osservativa. Gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di un vero e proprio sistema funzionale al controllo delle procedure di affidamento dei lavori pubblici, che permetteva di garantire l’aggiudicazione dei lavori ad alcune ditte favorite. Attraverso l’analisi dei lavori contrattualizzati e non, tra il 2009 e il 2015 dal settore Pianificazione urbanistica e Lavori pubblici e del settore Ambiente e patrimonio del Comune, si sarebbe riscontrato un progressivo consistente aumento degli affidamenti di lavori alle ditte favorite.

Per la Procura, i funzionari definivano, nei bandi di gara, requisiti di partecipazione ad hoc; contabilizzavano in eccesso i lavori; predisponevano false attestazioni circa l’esecuzione di lavori pubblici inesistenti; predisponevano i preventivi e le offerte per le ditte ‘amiche’ che poi li depositavano; ricorrevano sistematicamente alla procedura di scelta del contraente nella forma dell’affidamento diretto. La presunta associazione favoriva le ditte colluse anche nella fase successiva all’aggiudicazione, incidendo sugli aumenti delle spese impreviste e degli oneri di scarico e sicurezza, in modo da recuperare i soldi persi per ribassare l’offerta. Tra i lavori oggetto di indagine ci sono la manutenzione degli impianti di illuminazione e semafori per 800mila euro, i lavori presso la scuola Mazzini per 89mila euro, la manutenzione dell’impianto termico della scuola Noschese, i lavori per la manutenzione straordinaria delle strade da 800mila euro. Uno dei funzionari avrebbe ottenuto dalle ditte favorite diverse migliaia di euro, computer, regali, gioielli e esecuzioni di lavori edili, che venivano contabilizzati e inseriti illegalmente nell’importo delle opere pubbliche da affidare alle ditte. A capo del sistema, secondo le indagini, ci sarebbe l’agronomo Raffaele Peluso, funzionario del servizio lavori pubblici e del servizio opere pubbliche, nonché’ del servizio gestione verde pubblico del Comune di San Giorgio a Cremano. Peluso, scrive la Procura in una nota, “ha stabilmente strumentalizzato l’esercizio della propria funzione al perseguimento degli interessi economici delle imprese”. Due le ditte nel mirino dei magistrat: quelle di Luigi D’Alessandro, arrestato insieme al suo braccio destro Giuseppe Catauro, direttore tecnico delle sue società di costruzioni, e quella di Ernesto Ascione, “col deciso contributo” del dirigente del settore pianificazione urbanistica e lavori pubblici, Carmine Intoccia, anche lui raggiunto da un provvedimento restrittivo, e con il “prezioso contributo” di altri due funzionari, pure arrestati, Leone Di Marco e Brigida De Somma.

 

ZINNO: “ESTRANEO AI FATTI” –  Con una nota, il sindaco Zinno dichiara che “questa mattina la Polizia, su ordine della Procura della Repubblica di Napoli, ha effettuato una azione volta ad acquisire elementi su alcune procedure gestite, negli scorsi anni, da uffici del Comune di San Giorgio a Cremano. Mi è stato consegnato un avviso di garanzia  – aggiunge – ed affermo, nella maniera più forte e decisa, di essere completamente estraneo alle vicende contestate”. “Esprimo, nella massima serenità – conclude Zinno –  piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine che stanno svolgendo questa indagine ed attendo di essere messo da loro a conoscenza di ulteriori e più chiari elementi prima di dare un giudizio su quanto sta avvenendo in queste ore. Sono a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento: il Comune che mi onoro di guidare è una casa di vetro e l’assoluta trasparenza è il cardine della mia azione amministrativa”.

 

AI DOMICILIARI

Carmine Intoccia (Dirigente settore pianificazione urbanistica e lavori pubblici)
Raffaele Peluso (Funzionario servizio lavori pubblici)
Leone De Marco (Funzionario servizio coordinamento amministrativo rientrante nel settore pianificazione urbanistica e lavori pubblici)
Brigida De Somma (Funzionario servizio Piani Urbanistici)
Luigi D’Alessandro (imprenditore)
Giuseppe Catauro (Direttore tecnico della D’Alessandro costruzioni)

Tags: appaltiarrestiComuneindagatosan giorgiozinno
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🕐 Aggiornato il: 23/10/2015 alle 10:15

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