Salvini vede “il maestro” De Luca e litiga a distanza con de Magistris

A Napoli il governatore incontra il ministro per segnalare anche “l’emergenza Salerno”: lungomare nel mirino. Il sindaco al termine del comitato per la sicurezza pubblica: “Abbiamo avuto ascolto ma non fatti concreti”. Il titolare del Viminale replica: “Al tavolo ha detto delle cose, fuori ne va a dichiarare altre. Forse con me c’era il fratello e non lui”

Con il governatore conferma un vecchio feeling, in nome dell’ossessione sicurezza. Con il sindaco, invece, vacilla la già fragile tregua istituzionale, e alla fine litiga a distanza. Nella giornata napoletana di Matteo Salvini ci sono anche i faccia a faccia con De Luca e De Magistris. Il presidente della Regione arriva in prefettura prima del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, al quale non partecipa. Tra lui e il ministro un colloquio di circa 10 minuti. Di fronte si trovano “il maestro e l’allievo”, come De Luca si rapporta al leader leghista. “Io allievo di De Luca? Supererò il maestro” replica Salvini. “Con il ministro dell’Interno – scrive sui social un abbottonato De Luca – abbiamo fatto il punto sui problemi della sicurezza a Napoli e in Campania. Ho chiesto massima attenzione per il crescente fenomeno della criminalità minorile e pugno duro nella lotta alla camorra”. Salvini però svela come il governatore includa anche Salerno tra le emergenze, come dimostra l’escalation di affondi dell’ultimo periodo. Un martellamento ritmato dalle bastonate di De Luca al Pd, culminato nell’episodio del nigeriano bloccato fuori ad un supermercato. “Mi è stato segnalato qualche problema di ordine pubblico sul lungomare di Salerno – dice il ministro degli Interni -, di commercio abusivo, di delinquenza, racket – anche qua però chiedetelo al governatore – legato al fenomeno dell’immigrazione”.

 

Se con De Luca le relazioni di Salvini sembrano distese, per affinità elettive, tutto il contrario con de Magistris. “Cedo nella cooperazione istituzionale pur nella distanza politica più abissale – spiega il sindaco al termine del comitato – e quindi noi attendiamo che, dopo lo studio, ci siano le risposte rispetto ai temi sottolineati. Napoli è fortemente impegnata ma ha bisogno di un cambio di marcia indispensabile da parte del Governo per poter avere servizi più efficaci e di qualità”. De Magistris sottolinea che “in questi anni la città è rinata solo grazie ai suoi cittadini, alla cultura, alla politica dalle mani pulite che ha tolto ossigeno ai rapporti con il malaffare”. Ma la diplomazia cede, quando precisa che “il ministro non ha preso impegni concreti. Non abbiamo avuto risposte e concretezza ma abbiamo ottenuto ascolto. Gli unici impegni presi sono stati che tornerà a novembre e che studierà attentamente quanto ci siamo detti oggi”.

 

Quando riferiscono le parole a Salvini, lui sorride: “Al tavolo ha detto delle cose, fuori ne va a dichiarare altre. Era il fratello, il cugino, un sosia a dichiarare”. Il titolare del Viminale liquida così quel “sindaco un po’ particolare”, l’unico a cui riserva frecciate, assieme ai centri sociali. “Faccio esercizio zen e faccio finta di non aver sentito – promette Salvini – è lui che si è fatto carico di due o tre cambiamenti normativi che io mi sono reso disponibile a inserire subito nel decreto sicurezza. È lui che mi ha detto ‘Non so dove mettere i motorini sequestrati, non ho vigili urbani, la gente si spara per strada, ho 4500 case occupate abusivamente’. Poi se ha problemi con se stesso che dentro dice una cosa e fuori un’altra… è un problema suo”. E infine annuncia il ritorno a Napoli il mese prossimo “nonostante il sindaco”. In serata però de Magistris torna sulla polemica, negli studi di Televomero, facendo alcune precisazioni. Anzitutto si dice “‘istituzionalmente soddisfatto”, perché il ministro “ha ascoltato con molta attenzione le mie  proposte”. “Io non faccio un attacco a  Salvini. Per me oggi – dichiara – c’è stato un incontro istituzionale utile, proficuo, ma oggi non ce ne torniamo più ricchi di fatti concreti, non abbiamo avuto niente, ma se fra un mese quando il ministro tornerà ci sarà qualcosa di concreto, io lo dirò”. E inoltre “considerando che di questa visita a  Napoli si sta parlando da tre mesi, mi aspettavo l’annuncio dell’invio di uomini delle forze di polizia in tempi brevi e in varie zone della città, annuncio che il ministro ha riservato solo nella conferenza stampa senza farne cenno nella riunione ma potrebbe essere il segno di non voler annunciare cose prima che si realizzino”.

girobe

(Foto Vincenzo De Luca/Fb)

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