Tra cambi al vertice della Regione e vecchie abitudini, scatta la selezione fiduciaria nello staff della Direzione Generale
Mentre la Campania si gode le vacanze estive, la macchina amministrativa della sanità regionale non si ferma, anzi: accelera proprio quando l’attenzione pubblica e mediatica è ai minimi storici. È il caso dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, che nel pieno di agosto – con l’avviso pubblico n. 44 del 17 agosto 2026 – ha dato il via alla selezione per un Dirigente Avvocato a tempo determinato.
Formalmente si tratta di un incarico di supporto giuridico-specialistico per il “Meta-Progetto Nuovo Ospedale”. Nei fatti, però, la tempistica della pubblicazione, piazzata strategicamente tra luglio e agosto, riaccende i riflettori su una pratica consolidata che attraversa indenne le stagioni politiche. Nonostante il cambio di guardia alla guida della Regione, con l’avvento della giunta guidata da Roberto Fico in una evidente continuità con il sistema ereditato da Vincenzo De Luca, i metodi di gestione del potere sanitario sembrano non mutare di una virgola.
Gli avvisi pubblicati nei mesi estivi, basati su procedure fiduciarie o su requisiti fortemente specifici che rischiano di orientare la scelta (i classici bandi ad personam), continuano a sollevare pesanti interrogativi sulla trasparenza e sulla meritocrazia nei concorsi della sanità campana.
L’utilizzo dell’articolo 15-septies del D.Lgs. 502/92 per incardinare dirigenti direttamente nello staff della Direzione Generale, aggirando le normali selezioni aperte a tempo indeterminato, si conferma l’ennesimo canale preferenziale per logiche di lottizzazione.
I professionisti meritevoli e i cittadini chiedono una discontinuità reale, ma la cronaca dimostra che il passaggio politico in Regione si traduce troppo spesso in un copione già visto. La sanità pubblica campana ha bisogno di trasparenza e concorsi rigorosi, non di nomine estive calate dall’alto.
Ciro Crescentini
