Regione, tagliati fondi a trasporti e ambiente: Il M5S: “Vanno a piazze e fontanelle”

La giunta De Luca approva una delibera di rimodulazione dei fondi Poc 2014-2020: “È nostra prerogativa procedere alla ottimale allocazione degli interventi, anche disponendo le modifiche per concorrere agli obiettivi di sviluppo integrato”. Tra i beneficiari progetti al Museo Madre, a Pietrelcina, nel comune di Maiori e nella Comunità Montana del Calore salernitano

La parola magica alla Regione è “rimodulazione”. “La programmazione di lungo periodo non paga. – attaccano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Vincenzo Viglione e Gennaro Saiello -Per una campagna elettorale che consenta di potersi spendere risultati immediati, serve investire in piccoli e spesso inutili interventi spot, che forse neppure saranno mai realizzati. È la strategia di Vincenzo De Luca, entrata nel vivo con l’ultima rimodulazione dei fondi relativi alla delibera Cipe del 2016”. Si parla di Fondi Poc 2014-2020. Con la delibera 102 del 19 marzo, “il governatore-prestigiatore – sostengono i pentastellati – sottrae quasi 110 milioni di euro dagli assi tematici Trasporti e Mobilità, Ambiente e Territorio e Attività produttive, per destinarli a interventi in tema di rigenerazione urbana, politiche per il turismo e la cultura e per l’assistenza assistenza tecnica degli uffici regionali. Fondi che avrebbero finanziato interventi per il potenziamento del trasporto pubblico o per il risanamento ambientale”.

 

Insomma, si tratta di “tagli del nastro di piazze e fontanelle, buoni per i comizi elettorali, in luogo di seri interventi per i trasporti regionali e l’ambiente disastrato della nostra regione”. Cosa ne dice Palazzo Santa Lucia? “È prerogativa dell’amministrazione regionale – si legge nella delibera – procedere alla ottimale allocazione degli interventi programmati a valere sulle risorse disponibili, ordinarie ed aggiuntive, nazionali ed europee, anche disponendo le modifiche delle fonti finanziarie originariamente programmate, nell’ottica dell’unitarietà della programmazione regionale ed al fine di concorrere in maniera efficace ed efficiente agli obiettivi di sviluppo integrato della Campania, nel rispetto dei criteri di selezione e della coerenza con ciascuna fonte finanziaria di riferimento”. E allora, via con la rimodulazione di 33,7 milioni dell’asse tematico “Trasporti e Mobilità”, per “veicolare sui Fondi Comunitari alcuni interventi più significativi che possano contribuire al perseguimento dei target fisici e finanziari”. Anche se pensando al livello dei trasporti regionali, ci viene difficile immaginare altre priorità. La scure, inoltre, arriva sull’asse “Ambiente e territorio”: 54 milioni di euro, in una regione non proprio famosa per la salubrità ambientale. E alle attività produttive vengono tolti 19,7 milioni. In compenso, una pioggia di fondi (90,1 milioni) cade su “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”. Qualcosa (7,4 milioni) giunge anche a “Capitale Umano, Lavoro e Politiche Giovanili” e “Capacità amministrativa e Assistenza Tecnica” (10 milioni). Tra i beneficiari, i progetti di messa in sicurezza del Museo Madre a Napoli (1 milione); di riqualificazione di immobili per il potenziamento del turismo religioso a Pietrelcina (1,7 milioni); di completamento del palazzo comunale Bocchini a San Giorgio nel Sannio (432.600 euro). Ma non manca la provincia di Salerno: troviamo la Comunità Montana Calore Salernitano (4 milioni), con il Piano di sviluppo integrato ed intersettoriale del sistema territoriale; gli interventi di rigenerazione urbana del Comune di Maiori (4,6 milioni). “Siamo di fronte al classico gioco delle tre carte del presidente della Campania, con buona pace – protesta il M5S – per la qualità della vita dei cittadini”.

 

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