Regionali, Potere al Popolo prende le distanze da demA e Insurgencia

Nasce senza entusiasmo Campania Nuova

Nei prossimi giorni sarà presentata Campania Nuova,  la lista per le prossime elezioni regionali,  composta dai vari cespugli della cosiddetta sinistra consociativa(Sinistra, Rifondazione, Possibile, Comunisti italiani), dal centro sociale governista Insurgencia e da demA, il partito-associazione del sindaco Luigi de Magistris. Non è stato ancora individuato il candidato alla presidenza. I nomi che circolano sono sempre  gli stessi: l’assessore all’ambiente Raffaele del Giudice, il leader di Insurgencia Egidio Giordano.  Una lista che non starebbe raccogliendo consensi ed entusiasmo nell’ambiente demA. Gli arancioni vorrebbero prendere le distanze. “Sembra un’ armata Brancaleone, rischiamo di incassare una dura sconfitta” – afferma un militante arancione. Tanti avrebbero rifiutato la candidatura. I nomi degli aspiranti alla poltrona di consigliere regionale che continuano a girare: Antonio Luongo e Andrea Balia del partito del Sud, Costanza Boccardi, Tonino Scala di Sinistra Italiana, il consigliere di municipalità Gianluca Cavotti.  Candidature proposte da un ceto politico perennemente blindato nelle stanze del sottopotere, un ceto politico responsabile storicamente di una gestione amministrativa fallimentare. Un ceto politico che tenta pateticamente di riprodursi, mantenersi a galla.

Giuliano Granato candidato di Potere al Popolo alla presidenza della Regione

E non finisce qui. Nelle prossime ore arriverà ufficialmente il No secco da parte di Potere al Popolo, la formazione politica  molto radicata sul territorio composta da una vasta e articolata rete di sostegno e di mutuo soccorso, presente in molte vertenze sociali, nel sindacalismo di base, nei movimenti dei disoccupati e dei precari. A quanto pare, Potere al Popolo non avrebbe alcuna intenzione di fare da “portatore di voti” e di allearsi con esponenti della sinistra consociativa di governo. I militanti di Pap hanno da tempo deciso di candidare alla presidenza della Regione e come capolista Giuliano Granato, un lavoratore licenziato, vittima di atto vessatori padronale. Una scelta politica inequivocabile lontana dagli inciuci e dalle manovre di Palazzo. La lista sarà composta da persone impegnate in molte vertenze sociali e sindacali e anche da ex militanti del Movimento 5 Stelle. Persone impegnate ad affermare la bella politica, la politica della diffusione delle conoscenze, la difesa dei diritti collettivi, l’uguaglianza, la giustizia sociale per costruire un nuovo modello di società e mettere in discussione lo stato delle cose presenti.

Ci.Cre

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