Quattro gli arresti di minorenni, coinvolti due ragazzini non imputabili: sono tutti del quartiere collinare

NAPOLI – I minorenni hanno provenienza sociale eterogenea, nella maggior parte dei casi da famiglie lontane dallo stereotipo criminale, perfino di insegnanti, senza problemi con la giustizia. A Napoli i carabinieri della stazione Vomero Arenella hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia in comunità emessa dal gip presso il tribunale per i minorenni, arrestando quattro giovanissimi ritenuti responsabili a vario titolo di rapine aggravate e di lesioni personali volontarie.

Nel corso di indagini coordinate dalla procura per i minori partenopea i militari dell’arma hanno accertato che i quattro – due 17enni, un 16enne e un 14enne del Vomero e dell’Arenella – si erano resi autori di rapine perpetrate a maggio in via Scarlatti e al Rione Alto, nei pressi di via Giulio Palermo, ai danni di alcuni ragazzini. Li hanno minacciati, spintonati e picchiati a calci e pugni, rapinandogli i loro fiammanti smartphone appena acquistati.

 

 LE INDAGINI – A portare i carabinieri sulle tracce della banda, la denuncia delle vittime, con riconoscimenti nelle foto segnaletiche di alcuni dei rapinatori minori già coinvolti in reati. Tra i componenti anche due ragazzini di età inferiore ai 14 anni e per questo non imputabili. La baby gang si riuniva al Vomero, zona nella quale abitano tutti i minorenni coinvolti nelle indagini, e spesso commentava i colpi, vantandosi anche del numero di telefonini rapinati in una sorta di gara. E per una volta la realtà fa giustizia dei luoghi comuni sulle gang giovanili che dalle periferie piombano a terrorizzare il quartiere collinare.

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