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Quarto, Capuozzo “scagiona” Fico: “Non mi sentivo minacciata, ma sollecitai cacciata di De Robbio”

Redazione by Redazione
19 Gennaio 2016
in Campania, In Primo Piano, Notizie correlate
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Il sindaco attacca il M5s che l’ha espulsa:  “Mani pulite inutili se le tieni in tasca. Non si governano così i Comuni ed i territori difficili, non si abbandonano così migliaia di persone che hanno creduto in noi”. Si dimettono altri due consiglieri

QUARTO – “E’ inutile avere le mani pulite se poi le si tiene in tasca”. Cita Don Milani per attaccare il M5S che l’ha espulsa. Con un post su Fb, Rosa Capuozzo torna sulla vicenda Quarto e afferma che “il m5s ha avuto l’occasione di combattere il malaffare in prima linea con un suo Sindaco che lo ha fatto, ma – sostiene – ha preferito scappare a gambe levate, smacchiarsi il vestito, buttando anche il bambino insieme all’acqua sporca. Non si governano così i Comuni ed i territori difficili, non si abbandonano così migliaia di persone che hanno creduto in noi e nel movimento”. “E’  – aggiunge il sindaco del Comune flegreo – una forma di rispetto che Quarto meritava: rimanere e combattere. E’ stata fatta una scelta politica in una stanza grigia di Milano. Io ho fatto una scelta di principio per i cittadini onesti di Quarto. Ora lavoreremo per il territorio in modo ancora più incisivo con i principi del movimento nell’anima”.

 

SI DIMETTONO ALTRI DUE CONSIGLIERI – A Quarto altri due consiglieri ex M5S si dimettono. Nella tarda mattinata protocollano l’addio Rosanna Damiano e Raffaele D’Alise. “Alle ore 13 abbiamo appreso  – afferma il portavoce del sindaco – delle dimissioni dei consiglieri Raffaele D’Alise e Stefania Ganino. La notizia ci lascia increduli e sgomenti poiché ancora ieri sera, nel corso di una riunione organizzativa per pianificare le prossime iniziative dell’amministrazione, nessun segnale di cedimento o tentennamento si era palesato. Non ci resta che prendere atto di tale e inaspettata decisione. A margine di questo comunicato, vi lasciamo l’amara considerazione che il nostro paese potrà realmente dirsi migliore solo quando la volontà popolare sarà ritenuta prioritaria rispetto a qualsiasi esigenza personale e non un inutile orpello”.

 

GLI INTERROGATORI DEL SINDACO – Intanto, l’Ansa riferisce alcuni stralci degli interrogatori che Capuozzo ha sostenuto alla Procura di Napoli. Quello dello scorso 24 novembre, ad esempio. Alla domanda del pm Woodcock su quando avesse informato il direttorio del M5S della vicenda che la vede parte lesa della presunta estorsione dell’ex consigliere De Robbio, il sindaco risponde: “Ho informato immediatamente dopo l’onorevole Fico del mio interrogatorio e del contenuto di tale interrogatorio”. Viceversa, nel suo ultimo interrogatorio, il 14 gennaio, il sindaco dice: ”Confermo che De Robbio non mi fece esplicite minacce. In tal senso ho affermato che non mi sentii minacciata. Certamente, peraltro, capii che egli intendeva utilizzare la circostanza dell’essere il mio immobile abusivo, secondo quanto lasciava intendere, come strumento di pressione nei miei confronti o, per meglio dire, come mezzo per indebolirmi e potermi indurre a condividere le mie decisioni”. Secondo questa versione, Capuozzo non si sarebbe sentita ricattata ma solo pressata politicamente da De Robbio (indagato per tentata estorsione e voto di cambio aggravati). Una ricostruzione al vaglio dei pm, che l’hanno voluta ascoltare più volte, in veste di testimone, per chiarire eventuali contraddizioni tra quanto messo a verbale e il quadro emerso da alcune intercettazioni. Come quella del 24 novembre, quando al telefono col consigliere comunale Tina Aprile il sindaco disse: “De Robbio scalcia scalcia ma non sta ottenendo niente, ricatta ricatta ma non ottiene niente”.

 

E il crinale sottile tra pressione e ricatto rileva anche sul piano politico. In queste ore, nel mirino delle altre forze c’è Roberto Fico, che ebbe più di un colloquio con Capuozzo sulla vicenda. In quegli incontri il sindaco riferì all’esponente del Direttorio del M5s i primi episodi in cui il consigliere comunale Giovanni De Robbio aveva fatto riferimento alle foto aeree dell’abitazione. Ossia, la presunta arma di ricatto, o pressione, per indurla ad accettare le condizioni poste dal consigliere accusato di collusioni con gruppi vicini alla camorra, ed espulso dal M5S. “Io raccontai a Fico  – afferma il primo cittadino – i primi due episodi in cui De Robbio mi aveva parlato della foto e aggiunsi che l’originale si trovava nella cassaforte di Intemerato (il geometra comunale, a sua volta indagato, ndr), di cui peraltro ignoravo l’esistenza di eventuali rapporti con De Robbio. Con Fico mi incontrai una ulteriore volta in un bar di piazza Amedeo a Napoli per discutere del fatto che ero stata convocata in procura e che, come prima cosa, mi erano state rivolte domande su De Robbio. In tale circostanza chiesi nuovamente la sua espulsione. La procedura, tuttavia, iniziò solo in epoca successiva a tale incontro quando io feci una richiesta scritta tramite e-mail allo staff. Preciso che l’incontro con Fico avvenne il 30 novembre e che l’espulsione fu decretata il 14 o il 15 dicembre, a distanza di una settimana dalla mia richiesta. Già il giorno successivo alla richiesta, peraltro, era intervenuta la sospensione di De Robbio. Si tratta di una procedura prevista dallo statuto del M5S, in quanto si dà all’interessato il tempo per presentare le sue controdeduzioni”. Il sindaco riferisce ai magistrati le richieste di nomine avanzate da De Robbio. ”Ricordo  – dichiara Capuozzo – che trovatami in difficoltà nei informai Roberto Fico al quale chiesi di indicare due nominativi di assessori, o meglio 4, dato che stava per andare via anche l’assessore alle politiche sociali e quello agli eventi ed allo spettacolo. Sapevo bene infatti che tutte le questioni e discussioni alle quali i consiglieri ritenevano di non poter rinunciare allorquando una proposta proveniva da me cessavano improvvisamente nel momento in cui la stessa proveniva da un componente del direttorio del M5s”.

 

FICO: “CAPUOZZO NON PARLO’ MAI DI RICATTO” – Dal canto suo, il presidente della Vigilanza Rai, precisa di “non essere a conoscenza di nessun ricatto, minaccia, estorsione da parte di De Robbio. Erano note – aggiunge Fico – le divergenze e i contrasti politici – non minacce – tra De Robbio e il sindaco Capuozzo”. Una nota dei gruppi parlamentari del M5S di Camera e Senato commenta le indiscrezioni sull’interrogatorio del sindaco di Quarto. “Quanto emerge nei verbali delle dichiarazioni rese da Rosa Capuozzo – affermano i parlamentari pentastellati- conferma che il MoVimento 5 Stelle non sia mai stato portato a conoscenza della natura ricattatoria delle ‘pressioni’ del consigliere De Robbio. Del resto la stessa sindaca di Quarto pare accennare i primi riscontri sulle presunte minacce subite ai pm solo negli ultimi interrogatori della scorsa settimana. Il Movimento è giunto a conoscenza delle attenzioni della procura di Napoli sul consigliere De Robbio giorno 1 dicembre dalla stessa Rosa Capuozzo, come del resto lei afferma e come già dichiarato da alcuni portavoce. In quell’occasione immediatamente sono stati presi i relativi provvedimenti per allontanare il consigliere De Robbio dal Movimento”.

 

IL SINDACO DOMANI IN COMMISSIONE ANTIMAFIA –  La commissione Antimafia, presieduta da Rosy Bindi, svolgerà domani alle 20, l’audizione del sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo“. Lo comunica l’ufficio stampa

(Foto Rosa Capuozzo/Fb)

Tags: capuozzode robbioestorsioneficointerrogatorioM5Squartowoodcock
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