Quarantena obbligata per i campani, non per gli stranieri. “Ma aiutano l’economia”

L’ordinanza di De Luca vara un doppio regime: reclusi solo i cittadini della regione tornati da vacanze all’estero, non i turisti degli altri paesi in arrivo nella Regione

Vacanzieri campani all’estero, scoppia la polemica per l’ordinanza di De Luca, firmata ieri sera. Nel mirino l’obbligo di quarantena, per i possibili profili di illegittimità, ma anche le contraddizioni logiche del provvedimento. A complicare il quadro, il chiarimento all’ordinanza numero 68, emanato oggi dall’Unità di crisi. Un chiarimento che non chiarisce, anzi aumenta i dubbi. L’aporia è il doppio regime di trattamento, in odor di violazione di elementari principi di eguaglianza. “Reclusione ” obbligatoria al ritorno da vacanza all’estero, in attesa dei risultati dei Covid test, se si risiede in Campania. Nessuna restrizione, ma libertà di movimento, per gli stranieri in arrivo sul territorio regionale. “ I turisti stranieri – che peraltro aiutano la ripresa della nostra economia – vengono controllati negli aeroporti e alle frontiere – spiega la nota – Inoltre vengono ulteriormente controllati negli alberghi e nelle strutture di accoglienza e non hanno ovviamente relazioni capillari con le nostre comuntà”. Viceversa “i nostri concittadini partiti per lavoro o per vacanza, quando rientrano, hanno ovviamente attività di relazioni ampie e incontrollate con familiari, conoscenti, amici​ e possono dunque diventare agenti imprevedibili di contagio, come è già accaduto ripetutamente”. La motivazione appare problematica: i campani sono penalizzati per l’ampiezza della vita di relazione, rispetto ai turisti. Come se gli stranieri, in questa regione, non frequentassero luoghi d’arte, musei, ristoranti, strade affollate. Magari in comitiva. Inoltre, l’ordinanza di De Luca parla esclusivamente di “vacanze”, non di viaggi di lavoro, come invece fa il presunto chiarimento. Ma se ardua sembra la prima giustificazione, perfino imbarazzante è la seconda: gli stranieri aiutano l’economia, quindi si può chiudere un occhio. “Si ritiene utile incoraggiare in questa fase la permanenza in Italia – afferma la Regione- per dare respiro alle nostre strutture turistiche”. Niente quarantena agli stranieri, anche se potenzialmente infetti, perché spendono. Tutto molto sensato. Del resto “sarebbe davvero assurdo portare risorse all’estero e importare il contagio in Italia“. Come contentino ai più spiazzati, si precisa: “Ovviamente, chi certifica di aver già fatto il tampone può normalmente rientrare senza problemi. In ogni caso ci si può rivolgere all’Asl di appartenenza o al medico di famiglia – non agli ospedali – e farlo rapidamente”. In tono paternalistico, ma non sorprendente, Palazzo Santa Lucia ci ammonisce.
“Siamo in un momento cruciale, nel quale si decide se proseguire nel ritorno a una vita normale controllata o si debba tornare a chiusure dolorose – dichiara la nota -. Si richiede pertanto ad ogni cittadino collaborazione e comprensione, per non interrompere il percorso verso la normalità”. Purché la normalità sia comprensibile a tutti, e non è affatto scontato.

Gianmaria Roberti

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