Processo inceneritore, De Luca rinuncia a prescrizione: “Firmai atto ma non lo lessi tutto”

Identica rinuncia espressa dai coimputati nell’appello Barletta e Di Lorenzo

SALERNO -Vincenzo De Luca rinuncia ad avvalersi della prescrizione nel processo d’appello in cui è imputato a Salerno per la nomina di un project manager per la costruzione del termovalorizzatore. In primo grado il governatore, sindaco di Salerno all’epoca dei fatti, è stato condannato a un anno per abuso d’ufficio. Ad annunciare la volontà del suo assistito è stato il legale Paolo Carbone, nel corso dell’udienza in corso al tribunale salernitano. “Noi chiediamo un’assoluzione nel merito perché il fatto non sussiste”. Anche i legali degli altri due imputati nel processo, il dirigente del settore lavori pubblici del Comune di Salerno, Domenico Barletta, e l’ex capo staff di De Luca , Alberto Di Lorenzo, hanno espresso la stessa intenzione. Proprio la nomina di Di Lorenzo a project manager è al centro del giudizio giunto in appello. Nelle dichiarazioni spontanee rese oggi al tribunale presieduto da Michelangelo Russo, De Luca afferma: “Non lessi dalla prima all’ultima pagina l’ordinanza in cui si prevedeva la nomina di un project manager. Sia perché  – spiega – era tale il rapporto di fiducia con i miei uffici, sia perché anche se l’avessi fatto non avevo in ogni caso la competenza tecnico giuridica per valutare se il termine project manager fosse idoneo o meno”.  De Luca precisa di voler “fare chiarezza in merito ad alcune illazioni”.  “In relazione al fondo e alle retribuzioni – sostiene – erano decisi dal decreto del governo e sulla base di criteri di pagamento oggettivi. Io delle determine di pagamento non so assolutamente nulla, ne allora né oggi”. Riferendosi ad un colloquio di otto anni fa con Barletta, dirigente del settore lavori pubblici del Comune di Salerno, il governatore afferma: “Sono interessato a questa vicenda per un colloquio di cinque minuti che mi è stato chiesto dal responsabile del procedimento nel corso del quale non ho deciso retribuzioni né ho proposto una organizzazione degli uffici, ho preso solo atto di una forte preoccupazione – prosegue – subito dopo insediamento del gruppo di lavoro, mi viene posta una questione dall’ingegnere Barletta, che con tono preoccupato e umile mi pone la preoccupazione per il grosso carico di lavoro amministrativo e quindi mi sottolinea la necessità di avere una collaborazione. Mi pose problemi a cavallo tra il tecnico e l amministrativo di cui si sentiva preoccupato, e mi colpiva la sua grande umiltà da tecnico. Preso atto di quanto sollevato da Barletta, mi limito a prendere atto di una esigenza. Nel gruppo di lavoro c’era Alberto Di Lorenzo, responsabile tecnico della segreteria del sindaco per il suo incarico al Comune sulla manutenzione stradale e il verde pubblico”. In primo grado il presidente della Regione ha riportato la condanna a un anno per abuso d’ufficio.

 

IL PG CHIEDE PENA RIDOTTA ED ESCLUDE PECULATO – Per gli imputati il procuratore generale Antonella Giannelli chiede la conferma della condanna reato di abuso di ufficio e una riduzione della pena. Nella requisitoria il sostituto pg esclude inoltre il reato di peculato, formulato dalla Procura in una istanza di riqualificazione del reato. La terza udienza del processo si terrà il 26 gennaio per la difesa delle parti.

(Foto Mimmo Donadio Florio-Figli delle Chiancarelle/Fb)

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