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Processo Bros, duello con Nappi: “La Regione ha sperperato 200 mln in assistenzialismo”

Redazione by Redazione
10 Ottobre 2019
in Campania, Notizie correlate
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Il procedimento a carico di 35 disoccupati dello storico movimento: tra i testi l’ex assessore campano al lavoro racconta il cambio di rotta del centrodestra: “Fino al 2010 un fiume di denaro in progetti senza sbocchi occupazionali. Aver detto stop mi è costato minacce infinite”. Ciruzzi, difensore di alcuni imputati: “Ma anche dare incentivi alle aziende non ha funzionato, lo ha ammesso pure lui”

Al processo Bros va in scena l’esame dell’ex assessore regionale al lavoro della Campania, Severino Nappi. E sul banco dei testimoni salgono pure opposte concezioni dell’economia e dell’occupazione: privato contro pubblico, aiuti alle imprese contro sussidi ai precari. In ogni caso, nessuna sembra davvero aver sciolto il nodo dei disoccupati storici. “I Bros erano circa quattromila e – racconta Nappi – la Regione Campania ha speso 200 milioni di euro – tra il 1999 e il 2010 – per il progetto di formazione. Poi con Caldoro abbiamo cambiato rotta, togliendo i 600 euro mensili a testa, a un paio di mesi dal nostro arrivo”. E quella virata ha trascinato dietro dei guai, per l’assessore del centrodestra. “Ho subito un numero infinito di minacce. -dichiara ai giudici della quarta sezione penale del tribunale di Napoli, presieduta da Antonia Napolitano Tafuri -Sono stato sotto scorta 5 anni. Dopo una settimana mi spedirono i proiettili a casa. A Pignataro Maggiore, settembre 2010, mi trovai nel mezzo di una scazzottata su un palco. E poi fantocci impiccati, porte sfondate all’assessorato, qualche mio collaboratore picchiato”. Un assedio collegato allo stop del progetto “che era solo assistenzialismo e – sostiene Nappi -non portava a nessun inserimento occupazionale, in contrasto con la finalità di quei fondi”. L’ex assessore rievoca gli esposti in procura, per la presunta deviazione di quel fiume di denaro. “Ma possiamo dire con certezza che le minacce provenivano da Bros?” chiede nel controesame l’avvocato Domenico Ciruzzi, difensore di alcuni imputati. “C’erano anche altre vertenze, come quella relativa all’Astir – risponde Nappi – ma si trattava di vicende che avevamo in condominio con l’assessorato all’ambiente”. Dai banchi dell’accusa annuiscono i pm Urbano Mozzillo e Raffaele Tufano. La testimonianza è uno snodo chiave, nel processo a 35 disoccupati, accusati di associazione per delinquere, interruzione di pubblico servizio, violenza privata e minacce. La lotta dei Bros era esplosa al tramontare del miraggio di un posto pubblico. Una dissolvenza, in favore dell’insicuro approdo nel settore privato. La giunta di centrodestra, infatti, pianificava sgravi fino a 5mila euro, alle aziende pronte ad assumerli. Intanto, si erano chiusi i rubinetti dei sussidi. Di quella cascata di milioni, peraltro, una massa cospicua era dispersa nei percorsi formativi. Senza risultati, a giudizio della Regione. “Ma anche la svolta del centrodestra non ha funzionato – afferma Ciruzzi, protagonista di un duello processuale con l’ex assessore – era invece corretto il dissenso dei Bros all’idea di dare un incentivo ai privati invece che ai corsi di formazione, atteso che lo stesso Nappi poi ha riconosciuto, in un un’intervista del 2015, presentando un suo libro, che si trattava di un falso mito quello degli aiuti alle imprese per fargli prendere manodopera. Questo in quanto le imprese campane avevano ben altri problemi strutturali”. La prossima udienza è in calendario il 6 novembre, il 27 novembre tra i testi sfilerà l’ex governatore Stefano Caldoro.

Gianmaria Roberti



Tags: brosCampaniaprocessoseverino nappi
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🕐 Aggiornato il: 10/10/2019 alle 03:54

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