Intervista shock al Presidente ISPA: ecco perché il ritorno alla SpA è un favore al liberismo che danneggia dipendenti e precari.
Il delicato nodo del passaggio a SpA per ABC e il destino del servizio idrico restano al centro del dibattito politico e sociale. Il Desk, quotidiano indipendente, ha intervistato l’avvocato Maurizio Montalto — Presidente di ISPA (Istituto Italiano per gli Studi delle Politiche Ambientali) e consigliere dell’Università per la Pace delle Nazioni Unite — per analizzare il posizionamento delle sigle sindacali e fare luce sulle reali ricadute che questa transizione potrebbe avere sulla tutela dell’acqua pubblica e sui diritti dei lavoratori.

Che ne pensa della posizione per la SpA dei sindacati di ABC?
I sindacati di base, che rappresentano più direttamente e senza filtri gli interessi dei lavoratori, in ABC sono assenti. Diversa è struttura di CGIL, CISL e UIL, che invece hanno rappresentanze nell’azienda. La CGIL è tradizionalmente vicina all’area della cd sinistra, la CISL afferisce al cattolicesimo sociale e al centro-sinistra, mentre la UIL è storicamente legata all’area laico-riformista, socialista e repubblicana. Rientrano tutti nella maggioranza del sindaco, che ha un’impostazione liberista, quindi orientata alle privatizzazioni. Mi pare questa la ragione dell’adesione alle posizioni del Sindaco. D’altro canto non l’hanno motivata, si può solo dedurre.
Perché dovrebbero dirsi contrari alla privatizzazione?
La difesa del diritto all’acqua dovrebbe essere nel DNA di un lavoratore del settore idrico e dei loro sindacati; a livello nazionale hanno aderito al referendum del 2011 proprio per questo. E poi ci sono ragioni che riguardano più direttamente i lavoratori. Il ritorno alla Spa li pregiudicherebbe. Se pensiamo solo alle pensioni che col pubblico sono più alte e con la Spa si riducono. Già solo questo dovrebbe indurre a stare sulle barricate e ringraziare i Movimenti per l’acqua pubblica, che stanno facendo il lavoro per loro.
Invece?
Incontrano il Sindaco e semplicemente lo sostengono. Nulla sulle tutele per i call center, a difesa dei quali bisogna intervenire. Così come per i misuristi, che vanno internalizzati, perché lavorano da anni in appalto esterno e certamente non godono degli stessi privilegi e della stabilità propria dei dipendenti di ABC. E poi le internalizzazioni possono far risparmiare, perché elimini dalle spese il profitto della ditta incaricata. Questi mi sembrano temi da sindacato: la riorganizzazione, la tutela dei lavoratori, la stabilità dei conti aziendali.
Ma loro vorrebbero partecipare alla Governance dell’azienda.
Ci possono arrivare. Ma prima devono approfondire alcuni temi d’interesse come le discriminazioni, le modalità democratiche d’investimento, la partecipazione democratica, i cambiamenti climatici, le infrastrutture compatibili con la natura, la cybersicurezza, i diritti naturali umani, i diritti della natura. Dovrebbero conoscere le questioni, elaborare una visione, farsene portatori e poi assumersi la grande responsabilità di mettersi al timone. Diversamente farebbero i passacarte.
Ciro Crescentini

