Tra Miseno e Miliscola esplode la protesta: spiagge pubbliche affollate, lidi riservati con ombrelloni vuoti e il Comune pronto al ricorso
La stagione estiva riaccende il confronto sulla gestione delle spiagge di Bacoli, dove la disponibilità di arenile pubblico continua a essere al centro del dibattito. Tra Miseno e Miliscola, su circa due chilometri di costa sabbiosa, lo spazio destinato alla balneazione libera resta limitato a poche centinaia di metri, mentre gran parte del litorale è occupata da stabilimenti privati e concessioni riservate.
Nelle aree di spiaggia libera, soprattutto nei fine settimana, gli ombrelloni si susseguono senza soluzione di continuità e trovare un posto diventa spesso un’impresa. A poca distanza, invece, negli stabilimenti riservati al personale delle forze dell’ordine, numerose postazioni rimangono inutilizzate, alimentando le proteste di cittadini e amministrazione comunale.
Il sindaco di Bacoli Josi della Ragione torna a chiedere una revisione dell’attuale assetto delle concessioni demaniali, puntando in particolare sulle aree assegnate al Ministero della Difesa. Secondo il Comune, una parte dei circa 100 mila metri quadrati oggi in concessione dovrebbe essere restituita alla fruizione pubblica. L’amministrazione è pronta anche a percorrere le vie legali per ottenere una redistribuzione degli spazi.
Ad alimentare ulteriormente il clima di tensione è stato un episodio denunciato sui social network da una bagnante della spiaggia libera. La donna ha raccontato di essere stata insultata e definita “pezzente” dopo aver chiesto di utilizzare i servizi igienici di uno stabilimento balneare confinante. Il racconto ha suscitato numerose reazioni e riaperto la discussione sull’accesso ai servizi essenziali per chi sceglie la spiaggia pubblica.
La vicenda ha riportato al centro dell’attenzione il tema del diritto al mare e della convivenza tra spiagge libere e stabilimenti in concessione, in un territorio dove la pressione turistica estiva rende ancora più evidente la scarsità di spazi accessibili gratuitamente.
Nel frattempo il Comune guarda al futuro con un progetto destinato a modificare profondamente l’organizzazione del litorale. Il nuovo Piano delle Aree Demaniali Marittime prevede infatti un riequilibrio delle superfici disponibili, con l’obiettivo di destinare fino all’80% delle spiagge a lidi pubblici attrezzati, ampliando gli spazi accessibili a residenti e visitatori e riducendo il peso delle concessioni tradizionali.
La sfida, ora, sarà trovare un equilibrio tra le esigenze degli operatori del settore, i diritti dei concessionari e la richiesta, sempre più forte, di garantire un accesso più ampio e inclusivo al mare.
Alessandro Manna
