Pressioni ai manager Asl, assolto Coscioni

Il consigliere per la sanità di De Luca era imputato per tentata concussione: secondo il tribunale di Napoli il fatto non sussiste

Assoluzione per Enrico Coscioni, consigliere per la sanità del governatore Vincenzo De Luca. Coscioni, primario di cardiochirurgia al Ruggi d’Aragona di Salerno, era accusato di tentata concussione, per le presunte pressioni a tre manager Asl, allo scopo di farli dimettere. Il collegio C della quarta sezione del Tribunale di Napoli lo ha assolto perché il fatto non sussiste. La sentenza è stata letta in aula dal presidente Marcello Rescigno, dopo due ore di camera di consiglio. Un colpo di scena, in pieno dibattimento. Nemmeno l’imputato era presente. La sentenza, infatti, era attesa nei primi mesi del prossimo anno. A spiazzare tutti, la scelta del presidente del collegio, Marcello Rescigno che si è avvalso dei poteri previsti dall’articolo 129 del codice di procedura. La norma dispone che il giudice possa emettere d’ufficio la sentenza, in ogni stato del processo, qualora riconosca la non sussistenza dei fatti contestati. E che il dibattimento fosse ad un bivio, si era capito durante la penultima udienza, celebrata il 30 novembre. Quel giorno, dopo l’esame dell’imputato, il tribunale avrebbe dovuto ascoltare i testi della difesa. Ma invece di procedere, aveva disposto una successiva udienza interlocutoria. Prima di continuare, andava accertata la natura dell’incarico di Coscioni. Un rebus emerso nel corso delle udienze, in cui erano stati sentiti solo l’imputato e i testi del pm Giancarlo Novelli. Il vero snodo processuale: l’accusa di tentata concussione può resistere soltanto se riferita ad un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio. E per il collegio, Coscioni – nominato da un decreto di De Luca – non rientra in nessuno dei due casi. Per sciogliere il dubbio, il presidente del collegio aveva invitato le parti ad esprimersi sul punto. E se il difensore Gaetano Pastore insisteva dall’inizio per l’assenza di pubblici poteri a Coscioni, di opposta opinione erano il pm Giancarlo Novelli e la parte civile. L’unica parte civile, sulle tre parti offese: l’ex commissario dell’Asl Napoli 3, Salvatore Panaro, assistito dall’avvocato Fabio Carbonelli. La scelta di costituirsi nel processo, infatti, non era stata condivisa dalle altre presunte vittime: l’ex commissaria dell’ospedale Cardarelli, Patrizia Caputo, e l’ex commissaria dell’Asl Napoli 2, Agnese Iovino. Panaro, invece, 3 anni fa aveva denunciato le presunte pressioni in un incontro a Palazzo Santa Lucia, quando Coscioni avrebbe detto: “Fra tre giorni ti mandiamo via, nessuno ti vuole, i sindaci non ti vogliono, nemmeno Casillo, tu devi andare via”.

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