Porta a Porta, nasce l’amore tra De Luca e Fontana

Tanti obiettivi comuni

Vanno d’amore e d’accordo, hanno tanti obiettivi comuni i governatori della Campania e della Lombardia, Vincenzo De Luca e Attilio Fontana ospiti stasera di ‘Porta a Porta’. Nessuna guerra di secessione, nessuna contrapposizione Sud contro il Nord. Gli “scontri” avvenuti nei giorni scorsi sono parti dello stesso copione, recite,  gioco delle parti. “Con De Luca ho sempre avuto un ottimo rapporto e abbiamo sempre collaborato anche in materia sanitaria, io credo che non ce le siamo date abbiamo semplicemente espresso due pareri diversi” – ha affermato  Fontana nel salotto di Bruno Vespa.Io sono convinto che al di la di tutto una riapertura – se pur nel rispetto di quelle che sono le garanzie che verranno richieste dall’Istituto Superiore della Sanità, dagli esperti in materia – ci dovrà essere, anche perché non siamo sicuro che il virus scompaia, che il contagio che si interrompe comporterà anche la scomparsa del virus, c’è il rischio che si debba convivere con il virus”,  ha aggiunto il governatore lombardo. “Io credo che sia necessario porre in essere tutte quelle misure che ci permettano di avere una vita un po’ più limitata, di mantenere degli stili diversi da quelli che avevamo avuto fino al 20 febbraio, ma che ci consenta una ripresa”, ha aggiunto ancora il governatore lombardo. “Credo che la limitazione della circolazione rischi di creare una serie di problemi non di poco conto, le filiere sono talmente interconnesse che se noi iniziamo a limitare le movimentazioni della merce e delle persone che vengono dalla Lombardia e che devono andare in un’altra regione per concludere la lavorazione o viceversa si rischi di creare una situazione insostenibile” –  ha sottolineato Fontana. Replica “moderata” di De Luca. “Dobbiamo avviarci verso la vita ordinaria ma usando la ragione e non dicendo banalità. Nessuno vuole mettere barriere, new jersey o cavalli di frisia da nessuna parte, si dice semplicemente che occorre una posizione di prudenza – ha puntualizzato De Luca – Sono d’accordo con Attilio Fontana che dobbiamo aprire in tutta Italia, ma aprire non significa aprire allo stesso modo. Perché abbiamo regioni in cui non c’è nemmeno un focolaio di contagio, e regioni nelle quali il problema è ancora fortemente presente. Dobbiamo per lo meno limitare la mobilità alle regioni di appartenenza” – ha evidenziato il governatore della Campania – Il ‘rompete le righe’, liberi tutti di andare in giro per l’Italia, dovunque e comunque sarebbe un atto di totale irresponsabilità”. “In Campania abbiamo assunto decisioni anche più rigorose perché ha la maggiore densità abitativa d’Italia e nella fascia costiera ha la maggiore densità abitativa d’Europa, siamo ai livelli di Singapore con 1.500 abitanti per chilometro quadrato. Questa è l’unica regione nella quale non si può sbagliare, perché se si sbaglia viene un’ecatombe” – ha detto De Luca – qualche settimana fa si è determinato un problema serio per la Campania e per il Sud, quando all’improvviso si sono riversati nei nostri territori decine di migliaia di giovani studenti e lavoratori che all’improvviso sono rientrati nel Sud. Abbiamo dovuto affrontare un problema drammatico: ridurre le corse dei treni, attivare dei controlli alle stazioni di Roma, Napoli e Salerno, avevamo persone che venivano per motivi non urgenti, non di lavoro, non di altro. Abbiamo corso il rischio di avere un dilagare dell’epidemia di coronavirus, che non c’è stata perché abbiamo messo in quarantena tutti quelli che abbiamo individuato, li abbiamo messi in isolamento individuale, i sindaci ci hanno comunicato le persone che erano arrivate nei comuni di appartenenza e abbiamo fatto un lavoro di prevenzione molto faticoso, che è riuscito”.

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