Nozze Colombo, De Magistris ammette: “Ho ospitato il neomelodico”

Il primo cittadino continua a minimizzare e banalizzare

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris si arrampica sugli specchi, non assume una posizione nette sulla vicenda della nozze di Tony Colombo. Ora ammette di conoscere bene il cantante neomelodico, di averlo ospitato a Palazzo San Giacomo con tanto di selfie e di aver partecipato ad un suo concerto. “Nessuno mi ha mai comunicato che era pericoloso ospitare Tony Colombo nel mio ufficio. Sono un sindaco del popolo, non frequento i salotti e non chiedo il pedigree a chi entra nel mio ufficio. Per me ora questa storia è chiusa per il semplice motivo che sono una persona seria e perché mi devo occupare di Napoli e non posso contribuire a costruire storie che non esistono“.  De Magistris ha riferito di aver visto “due volte” Colombo quando “venne a San Giacomo a portarmi l’invito a un suo concerto a cui andai poi a salutarlo ma senza restare. Non sono amico di Tony Colombo – ha sottolineato – e tornando indietro rifarei tutto quello che ho fatto così come ho deciso di non sposarlo“. La fascia tricolore continua a banalizzare i gravissimi fatti accaduti  a non fare chiarezza su molte questioni che riguardano le funzioni, i comportamenti assunti sul piano politico ed amministrativo da dirigenti,  impiegati, assessori comunali e poliziotti della municipale.  In primis sull’autorizzazione per lo svolgimento del cosiddetto “momento musicale” concessa dalla sua segreteria utilizzando la procedura “flash mob”  evitando di fatto  le procedure ordinarie previste  un “normale concerto” e le relative autorizzazioni della Questura, Asl, Vigili del Fuoco, Soprintendenza, Prefettura e Autorità Militari; non ha chiarito su chi ha  materialmente istruito la pratica del flashmob, sui controlli effettuati dai vigili urbani in piazza Plebiscito, il rapporto redatto dai caschi bianchi dell’Unità operativa di Chiaia,  il ruolo assunto dall’assessore Alessandra Clemente, il comandante dei vigili Esposito; non ha chiesto a Tony Colombo di rimuovere con il  logo ufficiale del Municipio dal video della manifestazione. Infine, il sindaco non ha chiarito il ruolo assunto da Tony Colombo nell’ambito dell’ultima campagna elettorale. Il neomelodico ha sostenuto di avere frequentato più volte  Dema a via Santa Brígida (la sede del movimento del sindaco durante la campagna elettorale 2016) e di essere stato stato invitato diverse volte alle sue feste private organizzate dal sindaco, al Vomero, a Villa Domi. E non finisce qui. Il soprintendente Luciano Garella in una intervista concessa oggi al quotidiano ‘La Repubblica” ha sollevato dubbi e perplessità sul flashmob. “A mio giudizio dovevano chiedere un’autorizzazione anche ai nostri uffici” – ha dichiarato Garella.  Il sindaco dovrebbe fornire delle risposte anche al Soprintendente.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest