Nola, due noti fratelli imprenditori arrestati con l’accusa di bancarotta fraudolenta

L’inchiesta riguarda il fallimento della Fashion Bless, per anni in attività nel commercio all’ingrosso e al dettaglio di articoli di abbigliamento, con centinaia di negozi anche all’estero, in vari centri commerciali e diverse località turistiche

La nota società ha svolto per anni attività nel commercio all’ingrosso e al dettaglio di articoli di abbigliamento, con centinaia di negozi presenti anche all’estero, in vari centri commerciali e diverse località turistiche. Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito un’ordinanza – emessa dal gip del tribunale di Nola, su richiesta della locale procura – che dispone gli arresti domiciliari a carico dei fratelli Antonio e Umberto De Blasio. Sono accusati di bancarotta fraudolenta conseguente al fallimento della società “Fashion Bless S.p.A.”. L’operazione si colloca nell’ambito di una più ampia indagine sulla presunta illecita gestione aziendale dei De Blasio, nel tempo soci e amministratori di fatto di diverse società intestate a meri prestanomi. Secondo i pm la società sarebbe stata condotta volontariamente al fallimento, proseguendo l’attività aziendale attraverso altre società, intestate a prestanome compiacenti, nelle quali far confluire puntualmente risorse, beni e personale delle società fallita. E ciò, distraendo preventivamente ingenti somme di denaro e beni nonché accumulando notevoli esposizioni tributarie e previdenziali, con danno per il fisco e i fornitori ammontante a circa 50 milioni di Euro per la sola società fallita. Ai due fratelli si contesta di aver continuato la loro attività imprenditoriale attraverso le società “Castani srl “, quest’ultima nel frattempo fallita, e la “Dealers S.r.l. “, con sede nell’agro nocerino-samese e punti vendita dislocati su tutto il territorio nazionale, costituite nel periodo immediatamente precedente al fallimento della “Fashion Bless” e amministrate formalmente da ex dipendenti, impiegando personale già alle dipendenze di altre società riconducibili agli indagati, e allo stato fallite. Insieme alle misure cautelari personali nei confronti dei De Blasio, il Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli ha sequestrato le quote della nuova società nonché l’intero patrimonio aziendale e delle 6 unità locali dislocate in tutto il territorio nazionale.

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